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Breve analisi della perturbazione di giovedì prossimo

Puntiamo lo sguardo verso la seconda metà della settimana, per provare a tracciare una linea di tendenza

In primo piano - 17 Febbraio 2003, ore 12.03

Il nocciolo freddo in quota che abbiamo seguito nei giorni scorsi ha percorso uno dei tre sentieri ipotizzati, transitando sull’Austria, per poi viaggiare verso la Savoia e la Francia meridionale (dove si trova adesso). Adesso le prospettive per la seconda parte della settimana corrente appaiono più chiare e ben delineate, almeno fino ad un certo punto: la struttura anticiclonica presente sull’Europa centrale ed orientale tenderà gradualmente a disporre il suo asse in direzione nord-sud, con due massimi distinti, di cui uno (facente capo ad un anticiclone dinamico) sulla Scandinavia, ed un altro (prettamente termico) fra la Polonia ed i Balcani, con un’ansa rivolta verso la Pianura Padana, a testimoniare il cuscinetto freddo presente al suolo. La depressione “Cleopatra”, adesso in azione al sud, invece si muoverà nel letto della corrente a getto subtropicale verso la Turchia ed il Medio Oriente, dove porterà maltempo seguito in certe zone da una diminuzione della temperatura. Ma l’aspetto più importante da seguire è il tentativo da parte della depressione d’Islanda di tornare a spingere nuove perturbazioni verso l’Europa occidentale; la situazione di blocco anticiclonico vero e proprio che ormai insiste da diversi giorni sui meridiani centrali europei però pare non abbia intenzione di estinguersi tanto facilmente. La corrente a getto polare sull’Atlantico infatti continuerà ad ondulare vistosamente, tanto da tendere ad isolare alcune depressioni chiuse in prossimità delle coste portoghesi; queste ultime non potranno allora più ricevere rifornimenti dalla depressione “madre” sull’Islanda, e dovranno tentare di sfondare il muro anticiclonico sul Continente con le loro forze. Una di queste strutture depressionarie nascerà fra martedì e mercoledì, e comincerà a viaggiare verso est, fino a che mercoledì sera non la ritroveremo sulle coste mediterranee della Spagna. L’anticiclone però non la lascerà passare indisturbata e la costringerà a dividersi in due parti: è chiaro che l’energia di partenza all’interno di ognuno dei due minimi sarà minore di quello “primitivo”, fatto sta che il più meridionale dei due riuscirà ad abbordare la Sardegna e le coste centro-meridionali tirreniche nella giornata di giovedì prossimo; più problematico si rivelerà l’assalto alle regioni settentrionali, non tanto a causa dell’ansa anticiclonica nei bassi strati (che in questi casi è ininfluente), quanto per il fatto che proprio al momento dell’arrivo delle prime nubi fra Piemonte e Liguria, con relative precipitazioni, la depressione potrebbe essere agganciata da forti venti da NW verso SE che spiravano in quota sul Mediterraneo centrale. Pertanto per quanto riguarda gli effetti di tale depressione al nord-ovest vi rimandiamo ai prossimi articoli, cercando di aggiornarvi su ogni interessante novità o eventuali smentite

Autore : Lorenzo Catania

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