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Ancora incertezze sulla primavera, da giovedi aria fredda e instabile al centro-sud

Una saccatura si allungherà verso l'Europa centrale rilasciando una goccia fredda che abbraccerà anche il nostro Paese nella seconda parte della settimana. Scarse le conseguenze sulle regioni nord-occidentali

In primo piano - 31 Marzo 2008, ore 09.37

L'alta pressione non riesce a penetrare decisa sull'Europa. La bolla anticiclonica preferisce emigrare verso le alte latutidini atlantiche prediligendo le isole Britanniche quale meta finale in questo scorcio di primavera. Questa manovra lascia cosi' la nostra Penisola in balia delle correnti settentrionali. Come sovente avviene con questo tipo di circolazione le nostre regioni settentrionali di nord-ovest e in parte quelle tirreniche soffrono la loro posizione posta al riparo rispettivamente dal baluardo alpino o appenninico. Soffrono per che cosa? Per la mancanza di precipitazioni, quelle estese che rinverdiscono le falde freatiche. Certo non mancheranno gli acquazzoni, tuttavia fintantochè su queste zone, e in particolare su quelle nord-occidentali, non si farà strada una vera e propria perturbazione dovremo affidarci ai serbatoi nevosi che ancora resistono sulle Alpi, grazie agli accumuli dell'inverno appena terminato. Diverso il discorso per l'Appennino, favorito dalla presenza dei due mari che sospingono in varie occasioni l'aria umida sottratta alle acque verso le montagne. Nella seconda parte della settimana sarà con tutta probabilità il turno del versante adriatico. Il posizionamento e la successiva evoluzione di una goccia fredda proveniente dalla Scandinavia predisporrà le correnti ad assumere una traiettoria tale da orientare il vento dai quadranti nord-orientali. Ecco che all'instabilità intrinseca della massa d'aria in arrivo, si aggiungerà anche il contributo dell'Adriatico e quello dello sbarramento orografico. Tra giovedi e domenica ci attendiamo pertanto l'arrivo di precipitazioni su Marche, Abruzzo, Molise, Basilicata, Puglia e, seppur in maniera un po' più marginale, anche su Campania e Calabria. Gli Appennini godranno di nuove preziose nevicate, anche se la quota alla quale il manto bianco riuscirà a depositarsi si attesterà mediamente intorno a 1000-1400 metri. Le temperature su queste regioni sono attese in moderata discesa e si collocheranno su valori leggermente al di sotto della norma. Un tipo di tempo generalmente asciutto prevarrà invece sulle regioni settentrionali e su quelle dell'alto versante tirrenico, anche se non si esclude la possibilità di locali rovesci o temporali, specialmente durante le ore diurne. Anche su queste zone le temperature sono previste in lieve calo ma i valori difficilmente si scosteranno in modo evidente dalle medie stagionali.

Autore : Luca Angelini

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