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A tutto MODELLI: sarà dominio anticiclonico o il tempo cambierà presto?

Analisi dei modelli a tutto campo da qui alla metà del mese.

In primo piano - 2 Novembre 2015, ore 09.22

Se non fosse stato per il forte maltempo che ha martellato l'estremo sud, potremmo dire davvero che stiamo vivendo un periodo di grazia: giornate radiose, un bel cielo azzurro, fredde al mattino e miti quanto basta dal mezzogiorno, poche segnalazioni di nebbia.

Piace questo periodo d'intervallo dopo una fase dinamica del tempo, piace vedere le famiglie che si godono ancora passeggiate in bicicletta o grigliate nei parchi ad inizio novembre, è meno triste rendere omaggio ai defunti nei propri cimiteri senza tutta quell'umidità e le nubi basse, che fanno tanta tristezza.

Ora ci si chiede: fino a quando si andrà avanti così? L'anticiclone porterà bel tempo almeno sino alla metà del mese? Eccezion fatta per qualche azione di disturbo sembrerebbe proprio di si. Lo dicono i principali modelli, lo dicono i raffronti, la tenacia con cui soprattutto il modello europeo lo ripropone risultando per ora affidabile.

Eppure l'americano non ci sta e vede già tra martedì 10 e mercoledì 11 un potenziale afflusso di aria fredda lungo il suo bordo orientale, coinvolgere i Balcani e parte delle nostre regioni adriatiche e meridionali, in seguito restituisce l'anticiclone all'Italia sino alla metà del mese.

Intorno a quella data, nonostante sia ancora molto lontana, i modelli convergono verso una tendenza ad un certo cambiamento: la media degli scenari del modello americano (GEFS) prevede che questo avvenga in modo molto "scolastico", cioè con un abbassamento del flusso zonale atlantico che andrebbe a limare l'anticiclone, introducendo correnti da ovest miti ma umide e foriere anche di qualche precipitazione.

Questa ipotesi viene sposata anche dal modello canadese che propone l'abbassamento del flusso zonale atlantico e un potenziale cambiamento già da giovedì 12, mentre l'europeo per quella data si tiene stretto il suo anticiclone.

Per cercare un cambiamento ancora più significativo e rivoluzionario bisogna però considerare l'emissione ufficiale del modello americano oltre la metà del mese: è l'unico infatti che prevede un intenso scambio meridiano di calore con l'alta pressione delle Azzorre che si proietterebbe a nord a fondersi con quella groenlandese e un bell'affondo di una saccatura dal Polo verso l'Europa centrale.

Sarà vero? Troppo lontano per giudicare ma tre considerazioni si possono fare:
1- mantenere quel ritmo così sparato da ovest per il vortice sarà dura a novembre
2- l'abbassamento del flusso zonale è quantomeno fisiologico perché comunque verso i Poli continua a formarsi aria fredda e questa pesa...
3-un anticiclone che duri oltre 15 giorni a novembre pare eccessivo e statisticamente non molto frequente.
 


Autore : Alessio Grosso

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