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Quando la sfida finisce male

Una giornata di sci tra Italia ed Austria a cavallo del confine tra stau e foehn con un finale amaro.

A tutta neve - 3 Febbraio 2003, ore 16.32

Cari amici di MeteoLive, Vi scrivo in un momento difficile ma so che pochi, come voi, possono capirmi. Esattamente 20 giorni fa, mentre sciavo a 3000 mt. nel meraviglioso scenario dello StubaiGletscher in Tirolo, mi sono procurato una seria distorsione al ginocchio destro... anche se li per lì ho provato a rifiutare la realtà ed ho anche continuato a sciare poi ho dovuto arrendermi. Ho trascorso tutto il resto del mese camminando sulle stampelle con il ginocchio fasciato da una ginocchiera, ho dovuto guardare dalla finestra di casa il tempo diventare finalmente freddo dopo il caldo dicembre, ho dovuto seguire in TV le copiose nevicate su Alpi e Appennini.. insomma, un supplizio! A tirarmi su avete contribuito non poco voi, soprattutto adesso che ho capito che pagando poco meno di 6 euro al mese si può accedere al meraviglioso mondo dei racconti, delle testimonianze e degli amarcord. Un mondo che mi affascina se è vero che mi ci sono sempre dedicato scrivendo centinaia, migliaia di pagine di diari al termine di ogni mia esperienza o avventura nella natura.. diari nei quali le esperienze dovute alle condizioni meteorologiche hanno sempre avuto una parte notevole. Voi avete capito una cosa fondamentale, che il bello dell’avventura naturalistica non è solo viverla ma anche ricordarla.. e raccontarla! Se oltre alla passione per la natura c’è la passione di scrivere (e/o fotografare e filmare.. insomma, documentare) ecco che la bellezza raddoppia, triplica.. si tratta di una “sinergia” (ecco una bella parola aziendalistica) di tutto rispetto. Mettere su carta le emozioni che trasmette una giornata nella natura, specie quando c’è la neve, è una bella sfida, e io ci ho sempre provato. E allora mi piacerebbe provare a raccontarvi quel disgraziato 4 Gennaio 2003.. il giorno in cui, in una frazione di secondo, sono passato dal pieno godimento di una curva condotta ad alta velocità su una neve meravigliosa davanti ad una sfilata di cime innevate e assolate, all’angoscia di essermi procurato un grave trauma che mi avrebbe impedito per un tempo piuttosto lungo di provare quelle sensazioni vivificanti. Dunque, è il 3 gennaio 2003 e sono in montagna da otto giorni a Bressanone con mia moglie e due coppie di amici, abbiamo sciato otto giorni su otto, dalla mattina alla sera, sulla Plose e a Plan de Corones, qualcun’altro sarebbe soddisfatto ma non io. Mi manca la “scoperta”, il posto nuovo da visitare ed io ho tanto sentito parlare della mitica “StubaiTal”. Ne parlo a cena “Domani vorrei provare a andare in Austria … ” ma incontro solo freddezza e sguardi perplessi, inutile dire che dovrò andare da solo. Il tempo, intanto, sta cambiando, dopo un mese di dicembre decisamente caldo (neve solo sopra i 2000 e sotto.. pioggia!), la discesa di aria artica marittima da Nord-ovest pare stavolta consistente ed in grado di portare ad una svolta.. il tempo previsto sull’Alto Adige per il 4 Gennaio è buono con solo un po’ di vento in quota ma, al di là delle Alpi, ci potrebbe essere la classica “botta da stau”. La conferma l'ho avuta il giorno dopo a colazione. Scendo in anticipo sull’orario, visto che mi aspetta almeno un’ora di guida, ma la padrona della pensione, gentilissima, mi serve subito informandosi addirittura sulla TV tedesca del tempo “dall’altra parte”.. “Qui da noi è previsto bello ma in Austria….” Torna dopo pochi minuti mentre mi sono già riempito due toast di marmellata e sentenzia “A Innsbruck sta piovendo…”, qualcun altro avrebbe rinunciato.. io no, ormai è deciso, domani potrebbe essere troppo tardi. Così, con il cuore in tumulto, eccomi solo soletto sull’autostrada del Brennero, con l’occhio fisso alle creste di confine dietro le quali si va addensando un nuvolaglia bianca, lattiginosa, che ben conosco.. sono le nuvole di stau. Proseguo imperterrito, acquisto la “Vignette” per le autostrade austriache, passo il confine, inizia la discesa verso Innsbruck. Ora si va decisamente annuvolando, davanti a me un muro grigio copre a mezza costa le montagne.. Dopo 20 Km. attacca a nevicare, fiocchi grossi e umidi che si attaccano al parabrezza ed in contemporanea eccomi a pagare il pedaggio per il Ponte delle Alpi. Non posso fare a meno di pensare a quanti soldi sto buttando via solo per andarmi a “godere” una bufera a tremila metri. Ma ormai sono in ballo, non mi va certo di tornare indietro con la coda tra le gambe, esco dall’autostrada ed imbocco la StubaiTal pensando che, comunque, un paio di discese me le farò, tanto per dire “Ci sono stato” (e per incrementare la mia “collezione” di località sciistiche, ne ho visitate oltre 70 tra Alpi e Appennini). Spesso ho sfidato avverse condizioni atmosferiche pur di portare a compimento i miei programmi e, almeno la metà delle volte, ho potuto constatare la veridicità del detto “la fortuna aiuta gli audaci”.. Questa volta è una di quelle! Dal lato dove l’ho presa io la Stubaital si allunga verso sud-ovest, cioè ritorna indietro verso l’Italia, ed è riparata dal lato nord da una formidabile catena di alte montagne che fanno da argine alla perturbazione che sta imbiancando i monti intorno Innsbruck. In effetti, man mano che la percorro, il cielo si va schiarendo e la neve è più rada finchè, arrivato dopo 45’ al grande posteggio alla base degli impianti di risalita, mi accorgo che le cime sono appena velate da una nebbiolina biancastra dietro cui si stagliano nette e luminose.. “forse stavolta me la cavo.. “ penso mentre posteggio, mi carico gli sci e vado a fare lo ski-pass. Salgo direttamente verso l’amplissimo circo glaciale e, arrivato a quota 2.800, incontro una fitta nevicata, ma a fiocchi piccoli e con buona visibilità. Comincio a scaldarmi con qualche discesa (ma non è freddissimo), la neve è poco battuta, come è “tradizione” in Austria, ma di eccellente qualità e presto prendo confidenza. Dopo un paio d’ore prendo l’impianto che porta verso il punto più alto, da dove ci si affaccia verso l’Italia. Mentre salgo verso il valico vedo che il tempo punta ad un deciso miglioramento, ha smesso di nevicare, le nubi biancastre sopra di me lasciano spazio all’azzurro e oltre il valico si intravede la luce del sole. In 10’ sono a quota 3.100, scendo dalla seggiovia e davanti a me si apre uno scenario da brivido. Verso l’Italia il sole illumina una cavalcata di montagne altissime di cui a malapena si vede la fine, il cielo è terso, di un blu cobalto. Mi fermo, respiro a pieni polmoni, mi scaldo ai raggi del sole, mi giro verso l’Austria: i neri nuvoloni oscurano l’orizzonte e coprono i monti, la StubaiTal si intravede appena, là in basso, come un’esile macchia scura in una trionfo di bianco; mi giro verso l’Italia, percorro tutto l’orizzonte da est a ovest, ovunque sole abbacinante, cielo azzurrissimo, montagne innevate a perdita d’occhio.. qualche sparuto fiocchetto arriva dove sono io sul valico a “cavallo” tra stau e foehn. Valeva davvero la pena di fare tutta quella strada per godersi questo momento! Ma, proprio in questo momento perfetto ed insospettabile, si nasconde l’insidia. Mi fermo in un rifugio per godermi il panorama e sono così preso dallo spettacolo che, quando riparto, mi scordo di controllare che gli attacchi si siano chiusi bene. L’attacco sinistro, evidentemente pieno di neve, si è chiuso male e mi molla di botto al momento peggiore, mentre impongo la massima spinta per chiudere una veloce curva a destra.. per colmo di sventura l’attacco destro non si apre ed il ginocchio destro manda una macabro CRAC. Mi ritrovo a terra, lo sci destro ancora attaccato, la certezza che stavolta è successo me…. Mentre mi riempio il ginocchio di neve per cercare di fermare l’ematoma le montagne sullo sfondo è come se mi guardassero con stupore: “Ma che hai combinato ? Ma insomma, noi abbiamo messo su questo spettacolo superbo e tu ti fai male ?” Riuscendo lentamente verso quota 2.300 sperando assurdamente che quel “CRAC” non significhi nulla di grave, che, magari dopo una sosta di 1 oretta per mangiare, potrò riprendere a sciare. Intanto il cielo si è completamente sgombrato di nubi. Dalla parte bassa del ghiacciaio che ho raggiunto vedo i raggi del sole balenare da dietro il colle in alto, l’aria è frizzante, deliziosa, piena di una luce azzurra intensissima ed io penso che tutto questo mi sarà precluso per quanto tempo neanche lo so. Mangio un panino al salame e mi viene da piangere...

Autore : Alberto Capeccioni

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