Il SOLE inizia a scaldare: primi TEMPORALI POMERIDIANI nelle zone interne, ma come mai si formano?
La diversa morfologia del terreno, che si ripercuote anche su una maggiore o minore copertura vegetale, influenza il distaccamento delle termiche dal suolo; queste bolle di aria calda sono molto importanti per la genesi dei temporali pomeridiani. Se un pendio montuoso si presenta senza alberi, la roccia nuda può assorbire maggiormente i raggi del sole che determinano un suo riscaldamento. Se un rilievo si presenta invece totalmente coperto da vegetali, l’assorbimento del calore da parte del terreno sarà minore, essendo in parte neutralizzato dalle fronde. Minore riscaldamento del terreno significa minore produzione di termiche e di conseguenza di nubi cumuliformi ed eventuali temporali. In poche parole, è molto più facile che un temporale pomeridiano si sviluppi in un luogo con minore copertura vegetale, piuttosto che in prossimità di una zona totalmente verde.
Un altro fattore che influenza la crescita dei temporali pomeridiani è sicuramente la presenza di laghi, magari anche artificiali, che si trovano in valli abbastanza strette circondate da montagne anche elevate. In questo caso il lago crea un surplus di umidità che viene sollevata dal riscaldamento delle rupi circostanti assieme alle termiche; l’aria che viene forzata a salire sarà quindi caldo-umida e la formazione di nubi temporalesche verrà esaltata.
Molto improbabile, se non impossibile, che un temporale pomeridiano si sviluppi in mare aperto. In questo caso l’umidità è presente in abbondanza, ma la presenza dell’acqua, la cui temperatura è quasi sempre inferiore a quella dell’aria, non consente il sollevamento di termiche. L’umidità, seppur presente, è costretta a rimanere nei bassi strati; mancando la condensazione del vapore acqueo, la formazione delle nubi verrà di conseguenza scoraggiata.