Violenti TEMPORALI tra poche ore: divergenza modellistica su aree colpite
Modelli decisamente divisi sulla distribuzione dei temporali delle prossime ore, ma c'è una regione che sicuramente li riceverà al 100% ed anche forti.

Il passaggio temporalesco atteso tra questo pomeriggio e la serata al nord Italia si presenta come uno dei più discussi degli ultimi giorni, con una notevole divergenza tra i principali modelli matematici. Il modello ICON si gioca tra l’ipotesi più “centrale” , che vede un’unica irruzione temporalesca rapida colpire il centro della Valpadana, come vediamo nella mappa qui sotto su base grafica Meteologix con fenomeni tra Novarese, Varesotto, Comasco, Milanese, Brianza, Lodigiano, Bergamasca, Bresciano, Cremonese, Mantovano e poi su gran parte del Veneto e del basso Trentino:

Gli altri modelli invece insistono sul salto di molte zone di pianura poste sottovento alle correnti occidentali, come ad esempio Milanese e Novarese ed interessamento della bassa Valpadana, tra basso Piemonte, bassa Lombardia, Emilia e basso Veneto, come vediamo qui secondo il LAM (modello ad area limita) Harmonie, sempre su base grafica Meteologix:

Inoltre GFS prevede un solo passaggio rapido pomeridiano da ovest ad est, ECMWF addirittura due, con un’appendice serale in arrivo sul nord-ovest. Una differenza non banale, perché incide sulla distribuzione dei fenomeni e sulla loro persistenza, ma che non modifica la sostanza: non sarà questo il passaggio risolutivo per il caldo estremo che sta dominando la scena da settimane.
La vera svolta, infatti, maturerà nel fine settimana 18-19 luglio, quando un flusso più deciso da nord‑ovest riuscirà finalmente a scalfire la cupola rovente che ha avvolto il Paese. Prima colpendo il nord‑est con temporali più organizzati, poi pilotando aria più fresca e secca verso il resto dell’Italia. Non una soluzione alla siccità, purtroppo, ma un primo, concreto allentamento dell’oppressione termica.
Oggi, invece, l’attenzione va posta soprattutto sulla violenza dei fenomeni attesi nel tardo pomeriggio e in serata. Il calo termico sarà modesto e temporaneo, mentre il rischio principale riguarda il vento e la grandine che potrebbero accompagnare i nuclei temporaleschi più intensi.
Ecco a tal proposti l’ipotesi del modello SUISSE, supportata anche da altri modelli che strizza l’occhio all’idea del “salto” della Valpadana centro-occidentale e localizza tutti i fenomeni soprattutto tra basso Trentino, Veneto e Romagna:

Le aree con la probabilità più elevata di eventi rilevanti per il team di MeteoLive.it restano est Lombardia, basso Veneto e Romagna, dove la convergenza dei venti al suolo e l’energia accumulata nelle ultime ore potrebbero favorire temporali improvvisi e molto incisivi.
Non sono tuttavia da escludere episodi significativi anche sul resto della Valpadana: dal basso Piemonte al Friuli, passando per l’Emilia, i temporali potrebbero manifestarsi con rapidità e intensità, pur mantenendo una durata generalmente breve. Raffiche di vento, locali grandinate e improvvisi rovesci intensi saranno gli elementi da monitorare con maggiore attenzione.
Un passaggio, dunque, non risolutivo ma potenzialmente insidioso, che segna l’inizio di un cambiamento più ampio atteso nel weekend, quando l’Italia potrà finalmente respirare un po’ di più.

