Torna la PIOGGIA autunnale ma l’inverno è un’altra cosa, si riscatterà dall’Epifania?
L’estate butta via pochissimi giorni, l’inverno invece sembra divertirsi a buttarne via il più possibile, regalandoli all’autunno. E così la stagione del freddo per eccellenza diventa qualcosa di edulcorato, insipido, noioso, che si trascina pigramente verso la primavera.
Anzi, talmente appare straziante, che tutti noi avremmo voglia di fare un balzo avanti e di goderci la primavera che, pur senza gli scossoni e ribaltoni di un tempo, resta comunque una stagione un po’ più dinamica.
E’ invece destino continuare a raccontare quest’agonia, nella speranza che qualcosa di decisamente più vibrante ed invernale possa davvero capitare nel corso del mese di gennaio. Intanto sino all’Epifania ci attendiamo due/tre passaggi perturbati di moderata intensità con tanto di PIOGGE a spasso per il Paese e un po’ di neve sulle Alpi dalle quote medie e sulle cime dell’Appennino settentrionale e centrale, un rinforzo dei venti e qualche grado in meno ma senza che si possa parlare di inverno vero. Al sud e lungo l’Adriatico i fenomeni risulteranno davvero modesti o assenti. Questo il fronte in arrivo domenica 31 dicembre:

E questo è il fronte che ci raggiungerà mercoledì 3 gennaio con maggiore interessamento di tutto il Paese, qualche nevicata in più sulle Alpi oltre i 1100-1200m, oltre i 1300m sull’Appennino, qualche temporale al centro e al sud e un rinforzo importante dei venti sul Tirreno e sulle Alpi occidentali:

Nei giorni successivi ecco il peggioramento tra venerdì 5 e l’Epifania, sempre con caratteristiche tardo autunnali, neve oltre i 1000m sulle Alpi, oltre i 1300-1500m in Appennino, piogge abbastanza diffuse su gran parte del territorio (meglio di niente).

Spingendoci oltre tale data, possiamo notare che il modello americano prova a rilanciare le sorti dell’inverno con l’inserimento di una saccatura di origine nord-atlantica e con risvolti più freddi anche sul nostro Paese tra il 9 e il 10 gennaio, ma questa congiuntura barica è ancora decisamente abbozzata e dunque la sua attendibilità è ancora piuttosto bassa:

Questa manovra di stampo invernale andrebbe poi ad isolare la depressione nel Mediterraneo, spingendo invece l’anticiclone verso la Scandinavia. Non si tratterebbe però di una modifica barica indotta dallo strat-warming, bensì derivante semplicemente da forzanti troposferiche e nulla di più. Ecco la stessa situazione vista a scala più ampia, cioè nord-emisferica: si nota un vortice polare meno compatto e finalmente qualche lingua fredda protendersi verso sud…(non andiamo oltre, il percorso è minato, seguite gli aggiornamenti).
