Primo attacco all’anticiclone tra il 7 e l’8 ottobre: le aree coinvolte
Si scorge qualche cedimento strutturale dell'anticiclone nel corso della prima decade di ottobre.

Primi segni di cedimento dell’alta pressione dal 5 ottobre in poi. Li evidenziano molti modelli, riempiendo di nubi il Tirreno e cospargendolo di qualche pioggia sparsa. Questi segnali di “crisi” della struttura anticiclonica, potrebbero segnalare un break temporalesco ben più importante ed esteso a molte regioni, anche se purtroppo non tutti.
Si vede infatti il pachiderma anticiclonico lasciare libero uno stretto pertugio per l’inserimento di una veloce saccatura da nord-ovest che, impattando contro le Alpi, potrebbe saltare le regioni settentrionali, salvo l’estremo nord-est e regalare invece una scarica di temporali tra Emilia-Romagna e regioni centrali, diretti poi verso il meridione, vediamo la mappa barica prevista per l’alba dell’8 ottobre secondo l’emissione ufficiale di GFS su base grafica Meteociel:

Le prime conseguenze in termini precipitativi le vediamo qui sotto, sempre riferite allo stesso giorno, allo stesso modello e su base grafica Meteologix:

Si notano forti precipitazioni a sfondo temporalesco su Lazio, Toscana, Romagna e Marche, in procinto di muoversi verso sud, conquistando il meridione, dove potrebbe anche scavarsi una depressione in grado di reiterare il maltempo anche nei giorni successivi. Attenzione però: si tratta di un’ipotesi, perchè la media degli scenari del modello stesso, vede la saccatura transitare in modo abbastanza rapido, senza lasciare grossi strascichi nemmeno sul meridione, lo si vede molto bene da questa mappa prevista sempre per l’8 ottobre, su base grafica Meteociel:

L’ansa depressionaria appare evidente ma non tale al momento di portare sconquassi prolungati, bensì solo una forte ma breve toccata e fuga dei temporali. Ancora una volta il nord-ovest sarebbe il settore d’Italia che rimarrebbe quasi completamente a secco di precipitazioni.
Il primo cedimento dell’anticiclone però, se confermato (al momento l’attendibilità è del 45-55% media), potrebbe aprire la strada a tentativi ben più incisivi delle correnti perturbate atlantiche di sfondare nel Mediterraneo, solo che il tempo passa e la pioggia diventa sempre più una priorità per il territorio.
