NEVE al NORD tra sabato 7 e domenica 8: ipotesi a confronto
Si apre un fine settimana molto interessante dal punto di vista meteo, con possibili NEVICATE non solo in montagna ma in qualche sporadico caso anche in pianura, sebbene questa previsione sia ancora costellata da molti dubbi. Ecco gli scenari dei 2 modelli principali.
Le migliori mappe in nostro possesso raccolgono i tasselli di una situazione meteorologica potenzialmente molto interessante per alcune regioni italiane, ma fanno una grossa fatica a metterli insieme ed a creare una previsione univoca e credibile.
Il problema risiede nel tipo di configurazione prevista, ovvero un’irruzione di aria artica che si muove speditamente da nord verso sud. La conformazione morfologica del territorio attraversato dalle correnti gelide non è una tavola da biliardo, ma Madre Natura ci ha dotato delle Alpi, che con la loro imponenza complicano molto il quadro previsionale italico, soprattutto al nord. Basta infatti uno spostamento quasi impercettibile della colata per passare dalla neve al sole pieno o viceversa.
I due modelli che oggi si danno battaglia sono GFS ed ECMWF e l’oggetto del contendere è la notte tra sabato 7 e domenica 8 dicembre. Iniziamo con le precipitazioni e le temperature previste a 1500 metri secondo il modello GFS alla mezzanotte su domenica 8 dicembre:
PRECIPITAZIONI

TEMPERATURE A 1500 METRI

Cosa osserviamo? Una buona dose di precipitazioni che potrebbe ricoprire quasi tutto il settore di nord-ovest con isoterme a 1500 metri comprese tra -2 e -4. Tenuto anche conto che a 5000 metri di altezza avremo isoterme prossime a -30°, sarebbe lecito aspettarsi da questo modello cadute di neve anche sulle pianure di Piemonte, Lombardia e soprattutto sull’Appennino Ligure dove si avranno gli accumuli più abbondanti.
Passiamo adesso alla tesi imbastita dal modello ECMWF incentrata sempre alle ore 00 su domenica 8 dicembre:
PRECIPITAZIONI

TEMPERATURE A 1500 METRI

E’ palese da queste due mappe, che il modello europeo ECMWF contempli una situazione completamente diversa sia dal punto di vista precipitativo che termico rispetto all’americano GFS. Non solo le precipitazioni sarebbero risicate, ma anche le temperature a 1500 metri, che in alcune aree non riuscirebbero a scendere nemmeno al di sotto dello zero se non sporadicamente. Morale: neve sporadica solo sui rilievi e poca pioggia in pianura seguita subito da una spazzolata favonica seccante. In pratica, una situazione molto diversa rispetto a ciò che prevede GFS per lo stesso periodo.
Chi avrà ragione? Bisogna ancora attendere nuovi aggiornamenti. Se GFS insisterà con la dinamica proposta è probabile che la sua tesi influenzi le altre elaborazioni, ma al momento è davvero difficile fare un pronostico sufficientemente affidabile. Riteniamo tuttavia che alla luce degli ultimissimi aggiornamenti la neve (bagnata) in Pianura Padana abbia una probabilità di verificarsi solo intorno al 25%, mentre almeno 10cm di neve a 800-1.000m sulla maggior parte di Alpi e Prealpi (e Appennino Tosco-Emiliano) abbiano una probabilità di verificarsi superiore al 90%, specie su Veneto e Friuli.
Per ulteriori aggiornamenti: https://www.meteolive.it/news/prima-pagina/ciclone-immacolata-ecco-le-regioni-piu-colpite/