10:35 24 Luglio 2026

DOSSIER SICCITA’ dal 1950 ad oggi e la tremenda situazione attuale

E' drammatica la situazione siccità su diverse regioni italiane ed europee.

La grande sete.

La storia climatica dell’Italia dal secondo dopoguerra ad oggi è segnata da una serie di siccità che hanno inciso profondamente sul territorio, sull’economia agricola e sulla gestione delle risorse idriche. Episodi spesso legati a persistenti blocchi anticiclonici, a scarse precipitazioni invernali e a un progressivo aumento delle temperature, che hanno reso il Paese sempre più vulnerabile. Ripercorrere questi eventi significa comprendere come il clima italiano stia cambiando e quali sfide attendano il futuro.

1950-1951: la prima grande crisi idrica dell’Italia moderna

Il dopoguerra vide un’Italia ancora fragile, ma fu il clima a mettere ulteriormente alla prova il Paese. Tra il 1950 e il 1951 le precipitazioni crollarono soprattutto al nord, con un inverno poverissimo di neve sulle Alpi e una primavera avara di piogge. Il Po scese a livelli eccezionalmente bassi e molte aree agricole della Pianura Padana soffrirono una riduzione drastica delle rese. Fu il primo grande segnale di un clima che iniziava a mostrare oscillazioni più marcate.

1973: l’anno della sete

Il 1973 è ricordato come uno degli anni più aridi del XX secolo. L’inverno fu quasi completamente asciutto e la primavera non riuscì a compensare il deficit. In molte città del nord si arrivò al razionamento idrico, mentre la portata del Po toccò valori tra i più bassi mai registrati fino ad allora. Le colture cerealicole subirono danni ingenti e la crisi idrica mise in luce la fragilità delle infrastrutture dell’epoca.

1988-1990: tre anni di siccità continua

Tra il 1988 e il 1990 l’Italia visse una delle fasi più lunghe e persistenti di deficit idrico. Le Alpi ricevettero pochissima neve, i laghi prealpini scesero ai minimi storici e il Po attraversò una crisi idrica senza precedenti. Fu un triennio che evidenziò la necessità di una gestione più moderna delle risorse idriche, con un sistema nazionale ancora impreparato ad affrontare eventi così prolungati.

2003: l’estate che cambiò la percezione del clima

Il 2003 non fu solo l’estate più calda mai registrata fino a quel momento: fu anche una delle più secche. Le piogge mancarono per mesi, i ghiacciai alpini subirono un collasso accelerato e il Po raggiunse livelli da record negativo. L’agricoltura perse oltre 4 miliardi di euro e molte regioni attivarono piani straordinari di emergenza idrica. È considerata una delle peggiori siccità della storia italiana.

2017 e 2022: la crisi idrica dell’Italia contemporanea

Il 2017 fu un anno drammatico, con inverno e primavera quasi privi di precipitazioni e un’estate torrida. Roma arrivò a ipotizzare il razionamento dell’acqua potabile. Il 2022, però, ha superato ogni precedente: inverno senza neve, primavera caldissima, estate estrema. Il Po toccò il minimo storico assoluto, con cuneo salino fino a 30 km dalla foce. È considerata la peggiore siccità italiana dal dopoguerra.

SITUAZIONE ATTUALE
Nord Italia: siccità severa ed estrema

Laghi prealpini in forte sofferenza

I grandi laghi del Nord sono ai livelli più bassi degli ultimi anni:

  • Lago Maggiore: 14% di riempimento (in “siccità severa”)
  • Lago di Como: 15%
  • Lago d’Iseo: 20%
  • Lago d’Idro: 5% (quasi al minimo storico)
  • Lago di Garda: 53%, l’unico “nella norma”, ma comunque in calo

Il Maggiore è il più colpito: in poche settimane è passato dal 40% al 14%, con livelli sotto la soglia di magra e limitazioni alla navigazione.

Fiume Po: portata sotto la soglia anti-intrusione salina

La portata del Po a Pontelagoscuro è 348 m³/s, ben sotto la soglia dei 450 m³/s necessaria per evitare la risalita del cuneo salino. In alcune sezioni (Cremona, Borgoforte) si parla di siccità estrema.

Nel Delta l’acqua marina risale fino a 20–25 km dalla foce, rendendo inutilizzabili molte prese irrigue.

Agricoltura: rischio di stop all’irrigazione

In Lombardia e Piemonte la situazione è molto grave:

  • Nel bresciano l’acqua potrebbe finire entro il 30 luglio, con il lago d’Iseo ai minimi.
  • I consorzi irrigui stanno già riducendo i turni e utilizzando bacini montani al limite delle possibilità.

Piemonte, Lombardia, Emilia-Romagna e Veneto sono le regioni pù esposte a provvedimenti restrittivi nell’uso dell’acqua.

Caldo estremo e fenomeni violenti

Le ondate di calore stanno aggravando la situazione:

  • Temperature oltre 40°C in molte regioni.
  • In Sardegna punte di 47,6°C a Orani.
  • Terreni aridi favoriscono fenomeni estremi: tempeste “V-shaped”, downburst e grandinate distruttive.

Centro Italia: laghi vulnerabili

Il Trasimeno è in forte sofferenza, con una perdita di 169 cm rispetto allo zero idrometrico e problemi di navigazione. Laghi Albano e Nemi mostrano anomalie termiche e bilanci idrici negativi. Accento NewsAccento News. Siccità, caldo e inquinamento: i laghi italiani sempre più a rischio

Sud e Isole: caldo record, meno siccità ma più stress climatico

Il Sud non vive la stessa siccità del Nord, ma:
Temperature record (Sicilia oltre 46°C)
Incendi estesi, soprattutto in Sardegna (quasi 90 km² bruciati).

Sintesi

L’Italia, oggi, è in una fase di siccità severa, con:
Fenomeni violenti generati dall’instabilità post-ondate di calore
Laghi prealpini ai minimi
Po sotto soglia critica
Agricoltura in difficoltà
Caldo estremo che amplifica il deficit idrico

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