Anticiclone caldera bollente: lascerà solo le briciole a fresco e temporali
L'anticiclone farà di tutto per resistere all'ingerenza dei fronti temporaleschi atlantici in questi giorni di fine agosto, preparando anche una controffensiva durante la prima decade di settembre.

Ci mancava solo una saccatura in faticoso affondo sulla Francia, quasi arrancante, per mettere in moto la reazione dell’anticiclone africano più potente dell’estate, con picchi di 43-44°C sulle nostre regioni meridionali e di 40°C anche al centro nella giornata di venerdì 28 agosto, ma il caldo continuerà anche sabato 29 e domenica 30 agosto al sud, mentre risulterà perlomeno un po’ ridimensionato sul resto d’Italia, grazie allo sconfinamento di qualche temporale dalle Alpi alla Valpadana e forse, a macchia di leopardo anche sulle regioni centrali.
Lo vediamo in questa mappa relativa alle precipitazioni previste dal modello SUISSE per venerdì 28 agosto su base grafica Meteologix, quando gran parte d’Italia sarà comunque nella morsa rovente dell’alta pressione africana:

Entro l’alba di domenica 30 agosto, l’aria fresca che seguirà quel fronte in transito lungo le Alpi, introdurrà aria meno calda su mezza Penisola, lasciando però nel caldo ancora molto intenso le estreme regioni meridionali, come vediamo in questa mappa termica a 1500m tratta dal modello GFS su base grafica Meteologix:

Sarà il tema dominante anche nei primi giorni di settembre: infiltrazioni di aria fresca atlantica che proveranno a sfondare oltralpe sin sulla Valpadana e questa volta anche lungo le regioni adriatiche, limitando l’ingerenza sadica della caldera africana, indomabile come non mai e figlia di una calura estiva partita da lontano, cioè sin dal mese di maggio.
Il problema è che, i potenziali break rinfrescanti, secondo l’autorevole modello ECMWF, si limiteranno al periodo compreso tra il 29 agosto e il 3 settembre, dopodiché pur senza gli eccessi estremi di venerdì 28, l’anticiclone e il suo caldo, pur fisiologicamente più attenuati, ci potrebbero accompagnare almeno sino alla fine della prima decade di settembre, come si vede in questa mappa tratta dal modello ECMWF con le temperature previste in quota per il giorno 7 su base grafica Meteologix:

Questa ipotesi è tanto più credibile se ci si affida alla statistica, che vede negli ultimi anni l’anticiclone quasi sempre protagonista del tempo sull’Italia durante il mese di settembre.
E’ l’effetto di compensazione altrettanto noto agli esperti dopo una lunga fase siccitosa? Al momento un certo “effetto tampone” è arrivato da fenomeni temporaleschi un po’ irregolari ma certamente efficaci, limitato peraltro alle sole regioni settentrionali, ma temiamo che aldilà di questi episodi, che tenderanno a a ripresentarsi anche in questi prossimi giorni, la soluzione compensatrice potrebbe arrivare solo ad ottobre, quando molte proiezioni modellistiche prevedono piogge abbondanti sul nostro Paese, pur in un contesto particolarmente mite, cioè associato a temperature ancora ampiamente superiori alla media.
Del resto non potrebbe che essere così, visto quanto si sono riscaldati i nostri mari dopo questa lunga, impressionante, performance anticiclonica.
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