E se l’aria fredda entrasse dalla Francia nei primi giorni di marzo?
La migrazione dell'alta pressione delle Azzorre in pieno Atlantico non induce a sperare in un mese di marzo stabile e mite.

L’alta pressione ha salvato mezza Italia da un febbraio rigido e nevoso. Il blocco delle correnti miti oceaniche c’è stato, ma il suo punto di origine è stato troppo orientale per consentire l’ingresso diretto degli impulsi freddi sul Mediterraneo.
Solo le regioni adriatiche ed il sud, quindi, hanno visto scenari invernali in questo febbraio. Le altre regioni hanno trascorso invece l’ultimo mese dell’inverno meteorologico in maniera abbastanza anonima. Ha fatto freddo, c’è stato molto vento, ma i fenomeni sono stati scarsi se non nulli.
Ora l’inverno meteorologico sta per finire. Quasi a farlo apposta, la situazione barica a scala europea tenderà a cambiare proprio in concomitanza con l’avvento del mese di marzo.
L’alta pressione sull’Europa occidentale, che ha comandato gli afflussi freddi verso i settori orientali italiani e la Penisola Balcanica si sta sgretolando. Più che perdere di importanta tenderà a scindersi in due nuclei.
Il primo si sdraierà sul Mediterraneo, chiudendo la porta alle correnti da nord, favorendo quindi un aumento delle temperature.
Il secondo, ben più importante, si piazzerà sul Vicino Atlantico, assecondando una porzione di acqua più calda rispetto alle zone circostanti.
Avere un’alta pressione così defilata ad ovest non è sicuramente un segno di stabilità. L’aria fredda potrebbe sfruttare il suo bordo orientale per scendere in direzione della Francia, entrando nel Mediterraneo o dalla Valle del Rodano o dalla Porta di Carcassona. In genere quando capita ciò, il Mediterraneo reagisce sempre formando una depressione foriera di tempo instabile su gran parte dello Stivale.
Al momento si tratta solo di ipotesi. Nei prossimi giorni vedremo se confermare o smentire questa linea di tendenza.
Autore : Paolo Bonino
