Quel vettore verde che non c’è
La Sfera prova ad immaginare la configurazione barica della prossima settimana sulla base dell'immagine satellitare del pomeriggio odierno.
Il vettore blu indica l’afflusso di aria polare marittima che segue il fronte freddo diretto sui Balcani, il quale domani si avvicinerà alle Alpi per scavalcarle poi nella notte su venerdì e dirigersi rapidamente sui Balcani.
L’aria fredda che entra diretta da nord non produce grandi effetti grazie all’effetto di opposizione e sostanziale deviazione esercitato dall’arco alpino. Dunque il grosso della fenomenologia si attesta al nord delle Alpi e in gran parte scivola sui Balcani.
L’episodio che andiamo a vivere non è destinato a produrre una svolta decisiva alla configurazione barica: avvertiremo solamente un calo della temperatura, ad eccezione delle regioni padane che, grazie alla ritrovata ventilazione, godranno di un paio di giornate senza nebbia e senza umidità e avvertiranno un certo tepore.
Ma ora serve la pioggia e non il vento ed è per questo che riprendiamo il filo del discorso interrotto ieri sera dal collega.
Se osserviamo il satellite noteremo un vettore verde: nell’idea della Sfera quel vettore rappresenta il vero cambiamento: l’aria fredda dovrà puntare sul Golfo di Guascogna, far ruotare di almeno 90° il fronte atteso per martedì 27 nella medesima posizione in cui ora si trova questo e spedircelo sulla testa da ovest, richiamando correnti umide meridionali su tutta la Penisola: solo così molte regioni potranno beneficiare di piogge importanti, la neve potrà finalmente cadere sulle Alpi per aiutare il nostro turismo, settore importantissimo in un’annata tragica come questa.
Pertanto è lì che va a focalizzarsi la nostra attenzione: una virata delle correnti fredde si potrà però realizzare solo se l’alta pressione lo consentirà ritirandosi in Atlantico e disponendosi lungo i meridiani. La cosa sembra fattibile ma c’è un problema: l’aria fredda alimenterebbe ben poco il fronte subendo presto una deviazione verso la Scandinavia: logico dunque attendersi una diminuzione della sua forza d’urto.
Sarebbe comunque già qualcosa che dopo DUE mesi un fronte si presentasse da ovest sull’Italia.
Autore : Alessio Grosso