Uragani in passerella: dopo Gustav e Hanna è l’ora di Ike ma al largo già si prepara Josephine
Molto attiva quest'anno la stagione degli uragani in sede atlantica. Ancora numerosi vortici giacciono in pieno oceano pronti a trasformarsi in potenziali mostri

C’è chi sostiene che l’attuale disposizione dei venti stratosferici ne possa influenzare lo sviluppo, chi invece replica che ciò vada ricercato nelle anomalie delle temperature superficiali atlantiche, altri ancora prendono in esame l’indice della convettività equatoriale noto come MJO.
Fatto sta che quest’anno la passerella degli uragani in sede atlantica prosegue senza sosta. Dopo il transito di Gustav, che fortunatamente ha scatenato più apprensione di quanto in realtà si meritasse, è spuntato Hanna, categoria 2.
Direttosi dalle Bahamas verso la Florida il vortice ha poi operato una brusca sterzata verso nord-est per evitare il cosiddetto landfall. Anche quelle zone si sono dunque tolte d’impiccio la suddetta pratica, trasformatasi nel frattempo in semplice tropical-storm ma la palla passerà ora ad altri Stati americani. Il ciclone sarà difatti in grado di farsi notare lungo le coste orientali degli Stati Uniti, coinvolgendo sabato intorno alle 20 anche New York.
Mentre le Autorità americane erano all’inseguimento di Hanna, l’Atlantico sfornava altri due vortici, il primo dei quali ha subito mostrato cattive intenzioni. Battezzato come “Ike”, il neo-uragano si è gonfiato rapidamente fino a raggiungere la categoria 4 della scala Saffir-Simpson.
Il suo viaggio attraverso le acque dell’Atlantico orientale sarà però abbastanza tormentato, tanto che lungo il suo percorso il mostro si indebolirà notevolmente per poi riprendere vigore fino alla categoria 3 durante il transito tra le Bahamas e le isole Turks and Caicos, procedendo probabilmente verso i settori orientali di Cuba.
E Josehpine? Per ora si tratta di una tropical-storm in viaggio verso il golfo del Messico. La sua evoluzione potrebbe divenire interessante nei prossimi giorni, quando si troverà al limite della piscina calda caraibica. Nel caso riuscisse ad agganciare le acque di quel bacino potrebbe svilupparsi fino ad eguagliare il tanto temuto Gustav. Ma per questo c’è ancora tempo.
Autore : Luca Angelini
