00:00 15 Giugno 2007

ULTIMISSIME: Meno carbonio in atmosfera? Merito delle nostre foreste!

Un recente studio condotto dal Corpo Forestale dello Stato e dall'Istituto Nazionale di Statistica, dimostra l'ottimo stato di salute delle nostre foreste e la capacità dei boschi di assorbire elevati quantità di carbonio presente in atmosfera.

ULTIMISSIME: Meno carbonio in atmosfera? Merito delle nostre foreste!

Purtroppo, come troppo spesso accade, le buone notizie non fanno audience e vengono rapidamente occultate dalle solite campagne
allarmistiche sul cambiamento climatico globale, oggi tanto di moda. Ma vi sono notizie che non possono passare inosservate, come quella che giunge dalle aree boschive nazionali.

In Italia, è stata recentemente realizzata dal Corpo Forestale dello Stato e dall’Istituto Nazionale di Statistica, un’accurata mappatura
delle foreste e dei boschi presenti sul territorio. Dai risultati della ricerca, suddivisa in varie fasi che vanno dalla mappatura aerea, all’analisi boschiva diretta con una dettagliata inventariazione di tutti gli alberi presenti, emerge che più di un terzo della penisola è coperta da foreste: per la precisione 10.467.522 ettari, il 34,7 per cento della superficie nazionale.

La massa arborea è di 486.018.500 tonnellate, in grado secondo le stime di trattenere oltre 486 milioni di tonnellate di carbonio. Che valgono, la possibilità di detrarre circa 10,2 milioni di tonnellate di anidride carbonica dal bilancio nazionale delle emissioni: l’11 per cento del totale delle emissioni che il nostro Paese si è impegnato a tagliare. In soldoni, queste foreste dovrebbero farci risparmiare tra 750.000.000 e un miliardo di Euro. Toscana, Piemonte e Lombardia sono le regioni che contribuiscono di più a questo serbatoio di carbonio.

Lo studio dimostra in oltre che l’assorbimento di anidride carbonica da parte delle foreste è influenzato in modo decisivo dalle attività dell’uomo. Per esempio, ed è il dato più sorprendente, le tanto bistrattate piogge acide possono paradossalmente fare bene alle foreste, nel caso che si tratti di piogge ricche di azoto. Questo elemento è infatti un potente fertilizzante, e per ogni chilogrammo di azoto che piove sulle foreste come risultato ultimo dell’inquinamento, circa 400 chilogrammi di carbonio in più vengono sequestrati dall’ecosistema. Il che non vuol dire che le piogge all’azoto siano da incoraggiare, chiariscono i ricercatori. Ma ricorda che il cambiamento climatico è un meccanismo complesso, i cui calcoli devono tenere conto di un grande numero di variabili e prevedere sempre un grande margine di errore.

Tornando ai nostri boschi e al loro ruolo di depositi di carbonio, secondo Marco Borghetti dell’Università di Potenza, uno degli autori,
“per avere foreste efficaci nel sottrarre anidride carbonica all’atmosfera bisogna ridurre la fase di senescenza del bosco, pianificando nei tempi opportuni gli interventi selvicolturali. Così come è importante limitare le lavorazioni del terreno al momento della piantagione degli alberi. O, meglio ancora, adottare metodi selvicolturali che consentano alla foresta di rinnovarsi per via naturale, facendo in modo che quando si taglia un albero vecchio ce ne sia uno giovane pronto a sostituirlo”.
Autore : Luca Savorani