Stratosfera: indice NAM in picchiata, possibile scacco al vortice polare
La possente trottola artica colma dell'aria freddissima accumulata nel corso dell'inverno sta per andare incontro al suo naturale smantellamento primaverile, non prima di aver subito lo scacco decisivo da parte di un potente riscaldamento stratosferico

La notte stratosferica polare è ormai alla fine e l’alba sta per trafiggere con i primi raggi solari l’ozono delle alte quote facendo perdere pian piano potenza alla instancabile giostra artica. Si tratta del fenomeno tecnicamente noto con il nome di “Final Warming”
Prima che questo naturale smantellamento primaverile del vortice polare abbia inizio, sono però ancora le vicende interne della stratosfera a determinare i giochi sulla verticale del vortice polare.
L’indice NAM (North Anular Mode) è quello che meglio identifica le manovre che si vanno compiendo lassù. Orbene al momento il nostro indice ci propone una forte anomanlia negativa, che è la spia di un violento riscaldamento in atto alle alte quote polari.
Grazie ai fisici Baldwin e Dunkerton sappiamo che tali anomalie si trasmettono generalmente nella troposfera entro un massimo di 30-60 giorni, il che significa che entro tale periodo il vortice polare verrà fortemente destabilizzato da questo riscaldamento in propagazione verso il basso.
La conseguenza diretta si ripercuoterà sulla corrente a getto polare la quale inizierà a serpeggiare con ampie ondulazioni producendo vigorosi scambi meridiani. In sostanza le masse d’aria polari e quelle subtropicali si troveranno ad interagire in modo stretto determinando la probabile formazione di profondi vortici depressionari alle medie latitudini e dunque anche sull’Italia.
Certo non ci dovremo attendere un ritorno dell’inverno in piena regola, tuttavia i contrasti potrebbero essere sufficentemente accesi da produrre una fase estremanente dinamica del tempo per il prosieguo di marzo e probabilmente anche per buona parte di aprile.
Autore : Luca Angelini
