00:00 6 Maggio 2008

Situazione indici: l’impronta di Nina e PDO fa calare le temperature del Pacifico

Uno studio condotto dai ricercatori della NASA ha accertato che l'azione congiunta degli indici oceanici del Pacifico risulterà determinante per un graduale rientro dagli effetti del Global Warming nei prossimi anni

Situazione indici: l’impronta di Nina e PDO fa calare le temperature del Pacifico

Che la Nina stia insistendo sulle acque equatoriali del Pacifico dal 2007 è ormai fatto inequivocabile. Ora le osservazioni satellitari compiute con le sofisticatissime attrezzature della NASA indica un leggero indebolimento delle terribile bambinella sud-americana ma nel frattempo altre novità emergono dalle immense distese dell’oceano più grande del Pianeta.

Le acque fredde che risalgono dal fondo del Pacifico seguiteranno a prolungare il fenomeno, seppur indebolito, anche nella prossima stagione estiva tuttavia, sarà ora necessario capire cosa accadrà all’altro indice del Pacifico la PDO. Questa oscillazione decennale sta puntando infatti decisamente verso il basso iniziando con tutta probabilità la sua nuova fase trentennale in ambito negativo.

In sostanza “le acque del grande oceano tenderanno ad isolare una piscina tiepida nei suoi settori centro-occidentali sospingendo invece acque più fredde sulle restanti zone. L’azione congiunta di Nina e PDO negativa sarà senz’altro determinante nel giocare un ruolo di prim’ordine sul clima dell’intero Pianeta, visto le enormi masse termiche in gioco”.

E’ quanto afferma Bill Patzert, oceanografo e climatologo del Jet Propulsion Laboratory della NASA a Pasadena. Lo scienziato americano aggiunge che la persistenza della Nina, anche nel corso di quest’anno, indica che non si tratta di un caso isolato rientrante nel normale ciclo dell’ENSO ma di un fenomeno strettamente correlato con l’indice PDO.

La diversa cadenza temporale dei due indici giocherà un ruolo fondamentale nell’andamento climatico dei prossimi anni. Infatti, mentre i fenomeni di Nino hanno mediamente una cadenza compresa tra 3 e 7 anni e quelli della Nina tra 6 e 18 mesi, la PDO si prolunga invece fino a 20-30 anni.

In particolare è stato dimostrato che un PDO negativa induce un trend che va a sovvertire la normale ciclicità di Nino e Nina, limitando gli impatti prodotti dal primo ed amplificando invece quelli indotti dalla seconda.

Questa circolazione che si andrà attivando creerà una nuova impostazione sia a livello di temperature globali, sia per quanto riguarda l’attività di uragani e ciclponi tropicali nel Pacifico e in Atlantico. Non ultime le ripercussioni sull’andamento stagionale europeo, improntato senz’altro ad una ritirata degli anticicloni che negli utlimi anni siamo stati abituati ad avere fin troppo costantemente sopra le nostre teste.
Autore : Luca Angelini