00:00 26 Maggio 2008

Nuovo summit sul clima, soluzioni ancora in alto mare

Ancora il Giappone al centro della questione climatica mondiale. I rappresentanti dei Paesi appartenenti al G8 si confrontano in questi giorni sui provvedimenti da adottare nei riguarid delle emissioni ma le visioni rimangono su piani difficilmente conciliabili

Nuovo summit sul clima, soluzioni ancora in alto mare

Dicono che il tempo stringe. Ripetono che dobbiamo prendere questi provvedimenti o intraprendere codeste altre soluzioni. Intanto l’unica cosa certa e incontrovertibile è che da un capo all’altro del mondo non c’è convergenza di vedute.

A coloro i quali insistono sulla priorità di ridurre senza mezzi termini le emissioni di CO2 si contrappongono i Paesi Emergenti che considerano il loro sviluppo la priorità assoluta. Come non dargli torto?

I ministri del G8, riuniti in questi giorni a Kobe in Giappone, hanno ancora molta strada da compiere prima di giungere ad una soluzione che accontenti tutti, sempre che questa soluzione effettivamente esista.

Per ora è evidente la contrapposizione: i Paesi europei da una parte insistono sugli obiettivi proposti a Kyoto, ossia quelli di ridurre le emissioni di CO2 dei 5% rispetto ai valori del 1990 entro il 2012.

Dall’altra i Paesi emergenti, Cina in primis, che rivendicano il loro sviluppo e accusano gli Stati Uniti di avere inquinato finora e di non fare ancora abbastanza. D’altra parte gli stessi Stati Uniti accusano la Cina di essere il maggior Paese inquinante al mondo.

Poi si aggiungono il Sud-Africa, che rivendica maggiori finanziamenti a favore dei Paesi in via di sviluppo promettendo in cambio un abbattimento delle emissioni pari al 24-40% entro il 2020 e, non ultima, l’Indonesia che chiede al G8 di ricalcolare i propri target prima di pretendere impegni dai Paesi in via di sviluppo.

E’ “guerra fredda” anche tra Europa e Stati Uniti. Mentre i primi hanno fissato di ridurre del 20% le emissioni entro il 2020, i secondi affermano di non tollerare restrizioni e affermano di giungere a tale obiettivo solo nel 2025.

Intanto il greggio ha superato i 130 dollari al barile, mentre i ministri del G8, pur non avendo ancora cavato un ragno dal buco dalle attuali discussioni, pensano già al prossimo meeting, fissato per il prossimo luglio nell’isola di Hokkaido. La priorità sarà davvero la salute del Pianeta? A questo punto qualche dubbio ci potrebbe anche venire.
Autore : Luca Angelini