13:34 25 Ottobre 2023

Nuovo ciclone a inizio novembre, gli ultimi aggiornamenti

Le perturbazioni atlantiche pare proprio che non molleranno la presa tra questo finale di ottobre e l’inizio di novembre, dimostrando che i flussi atlantici si sono effettivamente rianimati e il maltempo degli ultimi giorni non è stato semplicemente un episodio temporaneo.

 

Fino alla fine di ottobre, affronteremo almeno altre due perturbazioni significative, con piogge intense, acquazzoni, e la possibilità di nubifragi, soprattutto nelle regioni settentrionali e tirreniche, che rimangono le aree più esposte alle correnti occidentali.

 

Questo andamento autunnale ci accompagnerà anche nei primi giorni di novembre, con l’arrivo di ulteriori perturbazioni che porteranno preziose precipitazioni per le nostre montagne e fiumi. È evidente che con l’instabilità costante, soprattutto in determinate regioni, la pioggia rischia di diventare eccessiva tanto da poter dar luogo a situazioni spiacevoli e talvolta anche violente, come nubifragi ed esondazioni. Non a caso nelle ultime ore si registrano alluvioni, fortunatamente isolate, tra alta Toscana ed Emilia.

 

Dopo una veloce parentesi di instabilità il 1 novembre, potremmo affrontare un altro ciclone nel Mediterraneo tra il 2 e il 3 novembre. Anche in questo caso, parliamo di masse d’aria provenienti da nord-ovest, ossia dal Nord Atlantico, ma con un maggiore contributo di aria fredda di origine artica alle alte quote. Questa massa d’aria fredda potrebbe scivolare nel Mediterraneo, come suggerito dal modello americano GFS, generando un ciclone prima sul Mar Ligure, che si sviluppa rapidamente verso il centro-sud, causando piogge diffuse e forti temporali.

 

Dalla mappa delle temperature previste a circa 1500 metri di altitudine, possiamo notare l’influenza dell’aria fredda di origine artica marittima alle quote elevate proveniente da nord. Questa aria fredda potrebbe essere responsabile non solo del maltempo, ma anche di un marcato calo delle temperature in tutta Italia e dell’arrivo delle prime nevicate in alta quota lungo l’appennino centro-settentrionale.

 

Nel caso in cui l’ipotesi presentata dal modello americano GFS si verificasse, potremmo vedere una maggiore concentrazione di piogge tra il 2 e il 3 novembre nelle regioni del centro e del sud, mentre il nord potrebbe restare leggermente meno coinvolto dal maltempo.

 

Naturalmente, vi sono ancora alcune discrepanze tra i modelli, poiché il modello europeo ECMWF suggerisce solo una rapida ondata di maltempo lungo il Nord Italia e il versante tirrenico.

In breve, ci sono ancora diverse incertezze, soprattutto riguardo all’intensità di questo flusso di aria fredda dal Nord Atlantico verso il Mediterraneo ad inizio novembre. Pertanto, dovremo aggiornarci nei prossimi editoriali per avere un quadro più chiaro della situazione.

Autore : Raffaele Laricchia