MALTEMPO e FREDDO dopo il giorno 20 novembre? Le ipotesi più probabili
Modello americano ed europeo discordi circa il guasto atteso in Europa all'inizio della settimana prossima. Chi avrà ragione?


Il modello americano ed europeo questa mattina si sfidano a "singolar tenzone" sul tempo che potrebbe esserci all’inizio della settimana prossima in Italia.
Il nostro Continente potrebbe subire gli effetti di uno scambio meridiano che scaturirà da un lieve rallentamento del vortice polare troposferico. In altre parole, una massa d’aria fredda si muoverà da nord a sud alla volta delle latitudini medio-basse europee.
Il problema sarà sempre lo stesso, ovvero stabilire dove finirà questo scambio meridiano. Questa mattina i due modelli piu performanti della rete non ci aiutano a sbrogliare questa matassa.
Il modello americano, nel suo scenario ufficiale, opta per un interessamento diretto del settentrione e parte del centro nella giornata di lunedi 22 novembre:

Oltre ad un abbassamento delle temperature e precipitazioni sparse che coinvolgerebbero sia il nord che parte del centro, sarebbero da mettere in conto le prime nevicate a bassa quota al settentrione, stante l’ingresso deciso dell’aria fredda artica (frecce blu).
Il modello europeo invece non la pensa allo stesso modo. Ecco lo scenario ufficiale del modello nostrano valido sempre per lunedi 22 novembre:

L’irruzione fredda ci sarebbe, ma non sull’Italia, bensi in direzione della Penisola Iberica. E’ palese che con questa situazione, a parte forse qualche pioggia al nord-ovest, non si avrebbe un interessamento deciso della Penisola con le temperature che seguiterebbero a restare miti. Un eventuale coinvolgimento dell’Italia si avrebbe solo successivamente.
Chi avrà ragione? E’ difficile dirlo perchè le medie di entrambi i modelli non sconfessano i rispettivi run ufficiali. Tuttavia, allargando lo sguardo altrove, si nota che il modello canadese strizza l’occhio all’americano sulla posizione della colata e successiva depressione. Di conseguenta affibbiamo 40% di probabilità al modello europeo e 60% all’americano.
Nei prossimi giorni faremo comunque il punto della situazione; restate quindi sintonizzati su MeteoLive.
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Autore : Paolo Bonino
