00:00 19 Dicembre 2007

La nevicata del 17 dicembre 2007, Sardegna irriconoscibile

La pesante ondata di freddo che ha impegnato la nostra penisola ha sferzato anche la splendida isola, paradiso del sole e dell'estate. Ora la situazione si va gradualmente normalizzando

La nevicata del 17 dicembre 2007, Sardegna irriconoscibile

La neve è caduta abbondante come non la si vedeva da anni. Non stiamo parlando delle gelide vallate dell’Alto Adige o delle piste da sci di Courmayeur, bensi di quella che giustamente è rinimata in tutto il mondo come la perla del Mediterraneo per antonomasia.

In questi giorni le cristalline spiagge della costa smeralda hanno lasciato l’onore della cronaca alla dama bianca che ha fatto la sua dirompente comparsa su gran parte del territorio sardo a quote poste mediamente sopra ai 400m.

L’isola è stata la meta finale del vortice artico partito una settimana prima dalla banchisa glaciale del mare di Barents. Il minimo depressionario ha apportato il respiro del grande nord e ha sparso notevoli dosi nevose con l’ausilio dalle acque tiepide del mare le quali hanno contribuito iniettando energia alla giostra vorticosa.

Dopo una prima fase temporalesca, che si è abbattuta in particolare sul sassarese orientale, la massa di aria gelida si è riversata verso il basso apportando bufere di neve e un repentino calo delle temperature che ha già assunto il sapore di un evento fuori dal comune.

Fantastica e coreografica la nevicata in Gallura dove Tempio Pausania, quota 550m, ultima dimora del compianto Fabrizio de Andrè, si è trasformata in un presepe finlandese. Sono stati ben 40 i centimetri accumulati al suolo, ovvero uno degli episodi nevosi più abbondanti dell’ultimo decennio. Da segnalare anche i 2 metri accumulati oltre quota 1000 sulle pendici del Monte Limbara.

I comuni si sono in alcuni casi trovati in difficoltà e impreparati a gestire l’evento; tra Arzachena e Nuoro è mancata la corrente elettrica per diverse ore e nel capoluogo barbaricino le scuole sono rimaste chiuse per i due giorni successivi.

Difficoltà anche nei collegamenti terrestri. La statale 131, spina dorsale della viabilità sarda, ha subito blocchi su numerosi tratti a causa di alcuni TIR messi di traverso sulla carreggiata, mentre a Nuoro città il manto bianco ha superato i 50cm, battendo l’ultimo record che riisaliva al 1999.

Inferno bianco a Fonni, sulle pendici del Gennargentu, e lungo il corso del fiume Tirso tra Abbasanta e Ottana dove alcuni automobilisti, rimasti intrappolati dalla neve, sono stati tratti in salvo dal reparto speciale dei Carabinieri “Cacciatori di Sardegna”.

Vento forte e mari agitati chiudono il quadro di questa inusuale settimana sarda, con il maestrale che ha soffiato anche oltre i 30 nodi ad Olbia senza tuttavia impedire il regolare attracco dei traghetti di linea.
Autore : Luca Angelini