In Sardegna non c’è vento da perdere…
Un interessante sondaggio tra gli abitanti della più ventosa regione d'Italia vorrebbe più investimenti sull'eolico ma le autorità fanno orecchie da mercante

Otto domande rivolte agli italiani per capire cosa ne pensano delle fonti alternative hanno messo sul piatto un verdetto di consensi pressochè unanime nei confronti dell’energia che viene dal vento.
Un recente sondaggio, commissionato dall’Associazione Italiana Energia del Vento e condotto nella nostra magnifica isola in collaborazione con Greenpeace, ha intervistato 800 persone e ha dimostrato che l’86% dei Sardi sarebbe favorevole all’eolico.
Il dibattimento tuttavia non intavola discorsi nuovi, soprattutto se pensiamo che nel VII secolo i Persiani utilizzavano già turbine eoliche ad asse verticale per produrre forza motrice allo scopo di macinare grano ed irrigare le colture.
Il meccanismo di allora, benchè abbastanza rudimentale, venne esportato in Cina giungendo in Europa solo nel XII secolo ad opera dei cugini Francesi e degli intraprendenti Inglesi.
I risultati del sondaggio, resi noti in conferenza stampa a Roma, stridono però con l’attuale linea condotta dal Presidente della Regione Sardegna Renato Soru il quale sembrerebbe infatti orientato a sfruttare il carbone del Sulcis.
I motivi sarebbero da ricercare negli enormi investimenti richiesti dalla messa a punto delle centrali eoliche e dagli insufficienti finanziamenti erogati dallo Stato e dall’Unione Europea. Per realizzare “chiavi in mano” una centrale eolica occorrerebbe infatti mediamente 1milione di euro per 2,3 GWh di potenza installata pari al fabbisogno di 860 persone.
Il 23 novembre scorso a Cagliari è stata all’uopo organizzato un sit-in di protesta che ha cercato di sensibilizzare le autorità sulla delicatezza della questione ma pare che per il momento l’inebriante vento che accarezza la perla del Mediterraneo continuerà a scolpire nei secoli le famosissime rocce di Capo Testa, a gonfiare le vele agli skipper della Maddalena e a sferzare gli eucalipti in riva al mare in attesa di un Paese che saprà meglio apprezzare il suo inestimabile valore.
Autore : Luca Angelini
