Il tempo di Capodanno
Nuovo anno all’insegna di un clima rigido, con il nord e le regioni tirreniche a secco; più nubi e qualche fenomeno al sud e in Adriatico, nevoso in Appennino anche a quote medio-basse.

Il passaggio di una debole perturbazione al nord, prevista per il giorno 30, ultima domenica dell’anno, andrà a rinvigorire la laguna depressionaria, tuttora presente sul nord Africa, responsabile delle correnti orientali che ci stanno interessando. Tale figura pressoria è parzialmente alimentata da aria fredda in quota che staziona a ridosso delle isole maggiori; ma il nuovo contributo settentrionale, favorirà dapprima un suo approfondimento, quindi un suo graduale spostamento verso levante. Al suo seguito verrà richiamata aria molto fredda dai Balcani che, proprio verso la fine della giornata di Capodanno e il giorno 2, “sbarcherà” sull’Adriatico.
Le conseguenze al suolo saranno più visibili inizialmente sulle isole maggiori e sulle regioni ioniche, specie nei versanti esposti ad est sud-est. Tali aree saranno interessate nei prossimi giorni, da nubi e piogge e a tratti insistenti ed abbondanti. Con una progressiva attenuazione proprio in vista del Capodanno. Solo nubi invece sulle regioni del medio Adriatico e sul resto del sud, ma con fenomeni poco diffusi che, date le basse temperature potrebbero risultare nevosi anche a quote medio-basse.
Il nord e le regioni tirreniche resteranno all’asciutto, eccetto passaggi nuvolosi innocui; mentre una notevole inversione termica, accompagnata dal poco vento, favorirà il temporaneo ristagno di umidità e la formazione di nebbie nei bassi strati, specie sulla Pianura Padana centro-occidentale.
Le temperature caleranno progressivamente ovunque, specie nei valori minimi al centro-nord, con un Capodanno piuttosto rigido, specie nelle ore notturne e del primo mattino. Gelate diffuse e tratti ghiacciati sulle strade saranno frequenti un po’ ovunque. Al sud e lungo l’Adriatico il calo delle temperature sarà avvertito anche di giorno, complice il vento di Grecale che soffierà da moderato a forte. Mari dunque generalmente molto mossi e sostanzialmente sconsigliati ai diportisti.
Autore : Giuseppe Tito
