Ghiacci polari, ecco la VERITA’: l’Artico tiene, l’Antartico vola (state tranquilli!)
A pochi giorni dai rispettivi solstizi analizziamo la situazione in cui versano le distese glaciali che giacciono sulle calotte polari. Come di consueto diamo la parola ai numeri per non dare adito ad interpretazioni individuali, emotive e personalizzate del discorso.

Banchisa polare: perchè se ne parla solo quando si scioglie? Il silenzio profuso fino alla scorsa settimana, quando la nostra estate era ancora in alto mare, equivaleva ad uno stato di salute decisamente soddisfacente di entrambe le calotte polari. Ora la verità rimane sempre la stessa ma stride con la prima alitata africana sopraggiunta sulla nostra estate.
Ecco che, come per magia, saltano subito fuori dal cilindro magico le notizie “folletto” che delineano gli ormai consueti scenari apocalittici finora regolarmente rimasti solo sulla carta stampata. Banchisa artica in brodo di giuggiole? Andiamo ad analizzare i numeri e cerchiamo di comprendere che aria tira (decisamente fredda) lassù dove il sole rimane anche durante l’estate solo un pallido cappello di ghiaccio.
Il Polo Nord, quello che ha dato ultimamente le preoccupazioni maggiori, risulta in buono stato di salute. Le enormi perdite dello scorso anno sono state ampiamente recuperate ma non solo. A pochi giorni dal trascorso solstizio d’estate l’estensione non solo rimane ancora superiore a quella misurata lo stesso giorno dello scorso anno ma il trend della curva vista nel suo complesso evidenzia una buona tenuta.
Nessun tracollo dunque, come si ventila da più parti e come si poteva ipotizzare data la giovane ricostituzione dello spessore glaciale in banchisa. Al momento sono circa 250 mila i kmq in più rispetto alla misurazione effettuata il 24 giugno 2007. L’estensione totale dei ghiacci oceanici ammonta dunque a circa 8 milioni e 550 mila kmq, conservando una anomalia su base ventennale di circa – 1 milione e 350 mila kmq.
Se l’Artico tutto sommato sta abbastanza bene, l’Antartico vola. La ripresa evidente e continua dell’apparato glaciale oceanico non lascia adito a dubbi e non può essere imputato ad alcuna fase transitoria o a scivolamenti di piattaforme glaciali continentali verso l’oceano come da qualcuno ipotizzato.
Il Polo Sud si presenta all’appuntamento con l’inverno antartico con una massa glaciale impressionante, dell’ordine di circa 11 milioni e 800 mila kmq. Rispetto al 24 giugno del 2007 sono 800 mila i kmq in più, mentre l’estensione totale dell’anomalia rispetto alla media ventennale ammonta a + 1 milione e 50 mila kmq.
Autore : Luca Angelini
