00:00 2 Agosto 2007

Foreste in fiamme e cambiamenti climatici

La siccità e le frequenti ondate di calore stanno decimando le foreste polari. Nella sola Siberia centrale dal 2003 sono andati distrutti circa 80.000 chilometri quadrati di area boschiva; possibili ripercussioni sul clima globale.

Foreste in fiamme e cambiamenti climatici

Le foreste delle aree continentali temperate e artiche bruciano sempre più frequentemente e in modo massiccio. È quanto riferisce un articolo pubblicato sull’ultimo numero del “Journal of Climate”, che illustra uno studio condotto da ricercatori dell’Università di Leicester.

Nella sola Siberia centrale nel corso del 2003 sono andati distrutti circa 38.000 chilometri quadrati di foresta, e sino al 2007 se ne contano ben 80.000 andati in fumo, sollevando una quantità enorme di fumi e polveri che, trasportati dai venti, possono raggiungere il Continente Americano, distribuendosi lentamente su gran parte dell’emisfero boreale.

Secondo Heiko Balzter, che ha diretto lo studio, l’entità di queste polveri è tale da influire sul clima globale. “Fino allo scorso secolo, una tipica foresta siberiana aveva circa un secolo di tempo per ricostituirsi prima di incorrere in un nuovo incendio. Ma nuove ricerche mostrano che attualmente gli incendi si presentano con una maggiore frequenza, circa ogni 65 anni. Allo stesso tempo, le temperature annuali in Siberia sono aumentate di quasi due gradi Celsius, a una velocità doppia rispetto alla media globale. E dal 1990 il riscaldamento in Siberia è diventato ancora più rapido.”

Il riscaldamento globale inoltre porta a primavere più calde e anticipa la stagione vegetativa: sulla base di osservazioni da satellite risulta un anticipo che va dagli 35 giorni all’anno ai 74 giorni all’anno, a seconda della localizzazione, del tipo di ecosistema e delle influenze climatiche globali su di essi.

“Nella Siberia centrale, dove il clima è più continentale, ha osservato Balzter, i cambiamenti nella temporizzazione della primavera e degli incendi appaiono collegati alle variazioni di temperatura e alla cosiddetta oscillazione artica, legata a caratteristiche ondate di calore.”

L’aumento delle polveri prodotte dagli incendi sempre più vasti potrebbe portare ad un effetto a cascata, sull’evoluzione del clima globale, ma al momento non è ancora ben chiaro l’esito finale di tale surplus; e se il progressivo oscuramento atmosferico portasse l’emisfero verso un una nuova era glaciale?
Autore : Luca Savorani