00:00 12 Giugno 2008

FLASH da satellite: l’aria fredda frena, fenomeni ritardati di qualche ora

Risulta leggermente in ritardo l'intervento dell'aria fredda in discesa dalle latitudini settentrionali atlantiche. La fenomenologia ad essa associata tenderà a manifestarsi tra la sera di giovedì e la notte su venerdì

FLASH da satellite: l’aria fredda frena, fenomeni ritardati di qualche ora

L’aria fredda è in ritardo. O meglio, i modelli matematici l’avevano calcolata un po’ in anticipo. Fatto sta che i fenomeni al momento attivi sulla nostra Penisola appartengono ancora alla vecchia circolazione depressionaria che dalle Baleari si è trasferita con il suo minimo sulle nostre regioni centrali.

Detto minimo però risulta in attuale senescenza, come dimostra il fronte occluso che si sta avvitando tra la Sardegna e il settore peninsulare del centro.

L’aria fredda, sospinta dal relativo anafronte(la corrente a getto scorre parallela alla massa nuvolosa e la regione frontale giace all’interno della medesima), si trova al momento collocata lungo la direttrice Francia settentrionale-Belgio-nord Germania e sta macinando chilometri verso i settori meridionali dell’Europa.

Una massa nuvolosa posta alla testa del fronte (tecnicamente nota come “onda”, al momento sulla Germania nord-orientale) è in procinto di generare un minimo secondario a nord delle Alpi dove nelle prossime ore dovrebbero fiorire i primi cumulonembi in seno alla conseguente intensificazione frontale.

Tra la tarda serata e la nottata avverrà l’aggancio dell’aria fredda con la vecchia circolazione depressionaria e in quel frangente l’azione di disturbo indotta dall’arco alpino farà senz’altro la sua parte.

Al momento pare che le condizioni favorevoli per una più probabile e intensa attività temporalesca potranno verificarsi tra le Alpi occidentali e gli adiacenti settori del Piemonte. Qui avremo infatti un buono shear verticale del vento unitamente a una evidente convergenza nei bassi strati.

Il tutto sarà alimentato anche da un discreto CAPE (energia disponibile per la convezione), da una buona dose di umidità dei bassi strati e da una debole intrusione di aria piuttosto secca in proveniente dall’alta troposfera. Le masse nuvolose assumeranno nel loro sviluppo una direzione settentrionale, cosicchè potranno essere interessate anche le Alpi Marittime e probabilmente, almeno in parte, anche i rilievi dell’estremo Ponente ligure.
Autore : Luca Angelini