00:00 17 Febbraio 2022

Febbraio si conclude in modo infausto, ecco l’inverno che non c’è

Continue rimonte dell'alta pressione faranno concludere l'inverno precocemente e nell'anonimato più assoluto. Intanto vengono battuti alcuni record di SICCITÀ al nord.

Febbraio si conclude in modo infausto, ecco l’inverno che non c’è

ANALISI E TENDENZA. Il Vortice Polare continua a rimanere compatto, scatenando sull’Europa l’irruenza delle correnti occidentali. Nelle ultime ore abbiamo assistito alla rimonta di un potente anticiclone pompato da aria calda di diretta estrazione subtropicale oceanica. Nel pomeriggio odierno le temperature si sono portate molti gradi sopra le medie stagionali, sull’alta Lombardia ed il Piemonte nord-occidentale i venti di caduta favonici hanno determinato una vera e propria impennata della colonnina di mercurio oltre i +20°C. A livello locale sono stati raggiunti picchi fino a +22/23°C.

Adesso la parte più calda di questo anticiclone si trasferirà gradualmente verso il Mediterraneo orientale, lasciando spazio ad una debole perturbazione di raggiungere le regioni del nord tra la serata di venerdì 18 e la giornata di sabato 19. L’analisi in quota del modello americano GFS riferita proprio a sabato, mostra una modesta ondulazione della corrente a getto a sostenere questo corpo nuvoloso:

Qui sotto invece vi mostriamo la probabilità della pioggia con accumuli superiori a 1 mm, calcolata dal modello americano GFS per sabato:

Con l’inizio della prossima settimana troverà spazio un impulso perturbato proveniente dai quadranti settentrionali, seguito questa volta da un apporto un po’ più cospicuo di aria fredda al seguito. Questo secondo impulso darà luogo l’ennesimo episodio di Favonio sui versanti meridionali delle Alpi, con cielo sereno e tempo asciutto. Nevicate sui rilievi alpini di confine.

Qualche nota in più di instabilità potrebbe farsi vedere soprattutto martedì 22 lungo i versanti adriatici. Stima delle temperature previste alla quota di 500 hPa per il prossimo martedì: 

 

NORD ITALIA RECORD DI SICCITÀ DELL’ULTIMO TRENTENNIO. Per il fiume Po si tratta della siccità più grave dell’ultimo trentennio, basti pensare che in alcune sezioni la portata del fiume più lungo d’Italia ha raggiunto un deficit negativo di -40%. Dopo il passaggio della perturbazione di San Valentino le Autorità di bacino Distrettuale del fiume Po, smorzano leggermente i toni. A lungo andare le gravi criticità legate alla mancanza di pioggia e di neve rischiano di ripercuotersi sull’agricoltura e sull’habitat degli ambienti naturali. Migliora tuttavia la percentuale di aridità dei suoli che sono stati recentemente bagnati dalle precipitazioni cadute tra lunedì 14 e martedì 15.

La mappa qui sotto mostra le gravi condizioni di siccità che interessano una larga fetta di territorio nazionale:

CONCLUSIONI. L’ultima decade di febbraio resterà ancora influenzata dalla presenza di un robusto anticiclone collocato con la sua parte più calda e stabile sull’ovest Europa. Anche il nostro Paese verrà spesso e volentieri coinvolto da questa figura, sebbene nell’ultima parte del mese sembra esserci qualche tentativo in più di abbattere il muro anticiclonico da parte delle circolazioni cicloniche nord europee. I risultati di questi tentativi appaiono ancora incerti ma nei prossimi giorni sapremo dirvi qualcosa in più. 
 

Autore : William Demasi