Evoluzione per la prossima settimana: Italia divisa in due?
Sembrerebbe di sì: nord coinvolto da instabilità ad intervalli quasi regolari, centro-sud nelle spire dell'aria calda di matrice africana. Siamo comunque lontani dai valori termici visti qualche settimana fa...

C’è grande incertezza circa l’evoluzione che il tempo potrebbe seguire durante il corso della prossima settimana. All’origine di tutto la mancanza di una figura barica di riferimento che intervenga a dettar legge nel Mediterraneo centrale.
Mediterraneo centrale che inizialmente non sembra rientrare nelle mire espansionistiche della depressione britannica, né tantomeno subire linflusso diretto dell’anticiclone africano.
E così, a partire da lunedi, con l’instabilità del week-end in fuga verso l’Europa orientale, una sorta di ponte anticiclonico ancorerà l’hp scandinavo a quello africano, interessando proprio il nostro Stivale. Che si ritroverà con tempo stabile e soleggiato e con temperature complessivamente nelle media del periodo (al massimo un paio di gradi al di sopra). Solo le Alpi centro-occidentali subiranno gli influssi di una debole instabilità.
Col trascorrere dei giorni l’evoluzione del tempo sembra però prendere una piega non proprio positiva per il tempo del nostro Paese. L’apparente immobilità della depressione britannica, infatti, gonfierebbe l’anticiclone africano e aria calda verrebbe pompata dall’Algeria sulle nostre regioni centro-meridionali, secondo un copione già visto in questa stagione.
Tutto questo avrebbe come conseguenza il ripresentarsi di situazioni favorevoli a siccità, alte temperature e, complice il vento da sud, incendi.
Solo il Settentrione rimarrebbe fuori da quella che appare come una nuova prospettiva di caldo africano (seppure in tono minore rispetto al recente passato). Proprio il nord, infatti, toccato periodicamente dalle saccature atlantiche, rimarrebbe coinvolto in fasi di instabilità cicliche, alternate a “interregni anticiclonici”. Inutile star qui a ripetere che con questo tipo di tempo l’estate è sicuramente più vivibile per chi rimane in città, anche se chi è al mare o in montagna avrà motivo per dissentire.
A ridosso del fine settimana, infine, i 40°C potrebbero ripresentarsi all’estremo sud, segno evidente che quando la stagione prende una certa piega, risulta poi piuttosto difficile che intervenga qualcosa dall’esterno per far cambiare le carte in tavola.
Autore : Emanuele Latini
