00:00 24 Luglio 2007

Difficile che l’anticiclone ci lasci prima del 10 agosto

Siamo nel Mediterraneo non in Scandinavia.

Difficile che l’anticiclone ci lasci prima del 10 agosto

Qualcuno pensa che l’Italia appartenga alla sfera climatica del centro Europa. Ebbene: non è così, siamo vicini all’Africa e relativamente vicini al grande deserto del Sahara. I cambiamenti climatici nell’area mediterranea, proprio per la “vulnerabilità” della latitudine si avvertono in modo più netto che nel resto d’Europa.

Ci si stupisce della persistenza del caldo al sud e della mancanza di piogge, si dimentica però che negli ultimi anni e fino alla primavera scorsa, la vera emergenza siccità l’ha vissuta soprattutto il nord-ovest, mentre al centro-sud e sulle isole le piogge risultavano spesso nella norma o addirittura superiori alla media.

Certo questa situazione ha origini ormai lontane: addirittura l’autunno scorso e oltretutto potrebbe anche continuare perchè è assai improbabile che l’anticiclone, specie ora che gode del supporto del collega azzorriano, possa mollare la presa.

C’è in effetti la possibilità di un’azione di disturbo nei primi giorni di agosto con una saccatura che coinvolgerà il nord-est, cosa che avviene spesso in questa fase della stagione estiva, con temporali anche violenti su quelle zone e un po’ di fresco per tutti.

La prima vera crisi della stagione in area mediterranea però non si vede e non si vedrà probabilmente sin verso il Ferragosto, salvo inversioni di tendenza dei modelli.

Nessuno sa se nei prossimi anni un tale trend caldo e secco continuerà, vi invito però a non stupirvi di questi exploit anticiclonici, siamo più vicini all’Africa che alla Scandinavia.
Autore : Alessio Grosso