00:00 16 Maggio 2008

Da venerdì sera si aprono gli ombrelli al nord!

Ormai imminente il peggioramento che avevamo annunciato da giorni. Possibilità di qualche focolaio temporalesco prefrontale a sorporesa poi il via alle piogge estese e persistenti ad iniziare dai settori occidentali

Da venerdì sera si aprono gli ombrelli al nord!

L’embrione della perturbazione che rovinerà la festa del weekend sulle nostre regioni settentrionali e su parte di quelle centrali è ben visibile fin d’ora sulle acque dell’Atlantico poco al largo di Gibilterra.

In realtà si tratta della stretta alleanza tra due corpi nuvolosi distinti. Un primo ben sviluppato tra l’Algeria e le isole Baleari apporterà un vigoroso flusso di aria calda e potenzialmente instabile sui nostri mari di ponente fin verso le regioni centro-settentrionali.

La spinta dinamica impressa dalla seconda perturbazione, del tipo fronte freddo, unitamente alle caratteristiche moderatamente instabili del flusso caldo alle quote medie, potrà innescare lo sviluppo di qualche cellula temporalesca prefrontale già del pomeriggio-sera di venerdì 16 maggio.

A seguire (e siamo a sabato mattina) ecco la fusione tra i due corpi nuvolosi, l’aggancio con l’arco alpino e la formazione di un minimo in prossimità del golfo Ligure. Morale le precipitazioni assumeranno carattere più persisitente agevolate anche dall’imponente azione di sbarramento prodotta dall’impatto delle correnti portanti contro l’arco alpino centro-occidentale.

La confluenza tra venti al suolo (da scirocco), venti tra 2000 e 3000 metri (da sud) e venti a 5000 metri circa (da SSW), si aggiungerà alla situazione di sbarramento e determinerà i maggiori accumuli piovosi nei settori prealpini compresi tra le province di Biella, Vercelli, Novara e Verbania al mattino.

Nel pomeriggio il perno della confluenza si sposterà sui settori di confine tra il Ticino svizzero e le province di Varese e Como. Ancora piogge persistenti sul bacino del lago Maggiore ma anche su quello del Lario e sui settori orobici. La neve confinata oltre i 2000-2200 metri.

Nel frattempo i rovesci si estendono anche al Veneto e sulle Alpi orientali dove saranno però ancora a carattere intermittente anche se talora abbondante come nel caso del lago di Garda, bassa valle Camonica e sul basso Friuli in serata. Lo stesso dicasi per la Liguria, dove i nuclei precipitativi sposteranno gradualmente il loro asse maggiore dai settori di Ponente a quelli di Levante.

Le temperature sono previste in sensibile calo nei valori massimi. Nonostante questo lo zero termico rimarrà confinato oltre i 2200-2400 metri determinando precipitazioni piovose fino a quote piuttosto elevate con qualche problema nello smaltimento delle acque meteoriche da parte dei torrenti di montagna e un innalzamento non indifferente del livello dei grandi laghi prealpini.
Autore : Luca Angelini