“Bombardamento” di ghiaccio
Una drammatica testimonianza della grandinata nella notte tra giovedì 19 e venerdì 20 luglio.
Cari amici della redazione e lettori tutti,
solo ora posso segnalarvi quanto accaduto la scorsa notte,in quanto ho lavorato tutta la notte e tutto il giorno per riparare i danni di questo flagello.
Prima di raccontarvi la mia storia vi premetto che ho 25 anni che sono un agricoltore da ormai 4 anni ed appassionato di meteo.
Erano le 23,30 quando stavo andando a dormire fuori il cielo era grigio e stava per arrivare un temporale.
In quel momento l’attività elettrica era notevole ma nulla poteva lasciare pensare quello che poi si sarebbe scatenato.
Verso le 23,40 inizia a piovere intensamente,tuoni e fulmini si susseguono e io dopo 2 mesi di duro lavoro di irrigazione nei campi, non posso fare altro che esultare dalla gioia.
Per mezz’ora l’acqua continua a cadere incessantemente poi di colpo comincio a sentire dei colpi secchi sul tetto; apro il balcone e mi accorgo che quei colpi sono chicchi di grandine delle dimensioni di un arancio,in pochi secondi si scatena il finimondo la grandine code incessantemente per 15 interminabili minuti.
A casa mia si cade nella disperazione perchè la grandine ha sfondato un lucernario quindi la grandine prima e poi la pioggia hanno allagato la casa.
Appena sorge il sole mi alzo per guardare il paesaggio allucinante: 30 cm di grandine con una grossezza media di un uovo di gallina,ne raccolgo alcuni grossi 7 cm, il tetto della casa è distrutto, il raccolto di quest’anno è andato in fumo, e per di più la grandine ha ucciso molti animali da cortile che non hanno fatto in tempo a ripararsi,le auto ed i trattori dell’azienda hanno i vetri sfondati, sono disperato.
A quel punto vado a chiamare il nonno,quando si affaccia alla porta lo vedo sbiancare, assieme decidiamo di fare un giro per valutare i danni dell’azienda.
Per la prima volta nella mia vita vedo mio nonno in lacrime, che mi rivela di non aver mai visto una cosa simile nella sua vita,il mais e raso al suolo nei campi sembra che sia passata una macina: ogni tipo di cultura è rasa al suolo, i pini e le piante da giardino sono completamente spoglie, per terra uno strato di 30cm di rami e foglie.
Dalla commozione dimenticavo di dirvi che il nubifragio si è scatenato a Grumolo delle Abbadesse (nel vicentino) che è il paese dove io vivo.
I tecnici hanno stimato danni del 100%,il comune ha chiesto lo stato di calamità naturale.
Autore : Massimo Matteazzi