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Uno sguardo agli indici, ecco come potrebbe cambiare l'assetto delle piogge in Italia (seconda parte)

La combinazione pluriennale dei maggiori indici oceanici del Pianeta determina lungi periodi piovosi alternati ad altri parimenti siccitosi. Ecco cosa è cambiato negli ultimi decenni e soprattutto cosa potrebbe nuovamente cambiare

Climatologia - 4 Settembre 2008, ore 10.58

La teoria impostata nella prima parte della presente analisi trae conferma da quanto avvenuto nel clima italiano nell'ultimo mezzo secolo. Alla fase positiva della PDO, avvenuta all'inizio degli anni '70, è seguito un lungo periodo con prevalenti episodi di Nino, con aumento complessivo delle temperature delle acque pacifiche. Tale situazione si è poi rispecchiata anche in Atlantico andando a modificare l'indice AMO che si è succesivamente portato infatti nella sua fase positiva culminata alla fine degli anni '90. Fasi di ENSO e di AMO positive sono state correlate ad una maggiore ingerenza della fascia anticiclonica subtropiacle sul bacino del Mediterraneo ed ecco dunque la diminuita piovosità sul nostro territorio. Alla fase negativa della PDO invece, iniziata nel 1945 circa, è seguito un lungo periodo con prevalenti episodi di Nina, con diminuzione complssiva delle temperature delle acque pacifiche. Tale situazione si è poi rispecchiata anche in Atlantico andando in seguito a modificare l'indice AMO che si è portato infatti nella sua fase negativa iniziata a metà degli anni '60. Fasi di ENSO e di AMO negative sono state correlate ad una maggiore penetrazione delle figure depressioanrie atlantiche sul bacino del Mediterraneo ed ecco dunque la maggior piovosità sul nostro territorio negli anni '70-80. L'attuale passaggio della PDO alla fase negativa farebbe supporre la partenza del lungo trenino ventennale che orienterebbe il Pacifico equatoriale a maggiori episodi di Nina. Le ripercussioni sull'AMO atlantica andrebbero pertanto verso una lenta diminuzione dei valori (in parte probabilmente già in atto) con passaggio alla fase negativa dopo il 2010. Proprio in questi anni potremmo pertanto assistere sulla nostra Penisola ad una ritrovata preziosa piovosità.

Autore : Luca Angelini

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