La sfera si “arroventa”
La quota neve si alza ma...
la quota neve si alza, ma…
Tornerà presto a colpire il maltempo sulle regioni settentrionali e lo farà magari in modo meno rumoroso ma subdolo e pericoloso.
Due i fattori che preoccupano di più: il blocco anticiclonico che potrebbe formarsi sull’europa dell’est che trae origine da una cellula in sviluppo sul Mediterraneo meridionale tra la Grecia e Creta, che troverà energia nelle correnti calde che risaliranno dall’Africa a precedere la nuova perturbazione in arrivo dall’Atlantico. Vista la sua scarsa capacità di penetrazione verso est, avrà al massimo la forza di trovarsi un punto d’appoggio sulle Alpi, per il resto resterà confinata tra Francia, Spagna e forse Marocco.
Ne conseguirà un netto ed efficace sbarramento da sud lungo le Alpi con piogge continue anche se non abbondanti.
Ma questo importa poco, sarà invece l’aria calda in arrivo da sud che innalzerà il limite delle nevicate oltre i 2000 m e questa rapida fusione del manto nevoso alle quote superiori, potrebbe avere gravi ripercussioni a valle, ma per ora non vogliamo pensarci.
Inutile creare stupidi allarmismi fintanto che questi brutti scenari non saranno confermati dai modelli.
Non sottovalutiamo però un fattore: quell’anticiclone dinamico che si formerà sullo Jonio potrebbe rivelarsi utile per isolare termicamente l’est europeo e consentire al suolo la formazione di un anticiclone termico freddo che potrebbe poi confluire in quello dinamico, determinando una sua mutazione “genetica”.
Questo potrebbe voler dire che l’inverno alla lunga potrebbe farsi vedere, restiamo in ascolto…
Intanto fino a domenica instabilità in lenta attenuazione.
Da lunedì 13 torna il maltempo al nord, al centro-sud aria molto mite da SSW e “effetto primavera”.
La situazione come detto non si sbloccherebbe per diversi giorni.
Autore : Alessio Grosso