In vista un concreto abbattimento dei costi del SOLARE?
Da States e Canada uns speranza in più per un futuro elettrico gestito dal fotovoltaico.

La Nanosolar, azienda californiana di San Jose, è entrata nel mercato del fotovoltaico con la seria intenzione di rivoluzionarlo.
L’azienda produce moduli che non impiegano silicio e ha dato il via alla distribuzione dell’ultimo e nuovissimo modello di cella fotovoltaica a più basso costo mai prodotta e commercializzata al mondo.
La Nanosolar produce celle fotovoltaiche di terza generazione ottenute tramite stampaggio su materiale flessibile di nanoparticelle in lega di rame, indio, gallio e selenio (CIGS: la loro efficienza è del tutto identica all’efficienza di quelle al silicio, ma il loro costo si aggira attorno ad un quinto);
La Nanosolar ha dichiarato che sarà la prima azienda fornitrice di energia da fonte alternativa a vendere i propri moduli al costo di 99 centesimi di dollaro per watt, ancora meno del carbone, del quale un nuovo impianto di produzione costa circa 2.10 dollari, e dei film sottile oggi in commercio che costa in media 3.59 dollari per watt.
Una volta verificata l’efficienza di produzione energetica di questi moduli, non saranno in molti a farsi sfuggire l’opportunità di installare a costi veramente ridottissimi una fonte di energia pulita e sicura come quella solare.
Inoltrre la ditta canadese Emcore Corp, fornitrice di stazioni solari spaziali e sistemi di comunicazione, si è lanciata nell’applicazione sul suolo terrestre delle avanzatissime tecnologie prima sperimentate solo fuori dall’atmosfera. Il progetto prevede un campo di celle solari multigiunzione combinate in un concentratore di raggi solari, denominato tecnologia CPV. In questo tipo di celle il concentratore ha le dimensioni di 1 centimetro quadrato, in grado di generare la stessa energia di 500 cm quadrati di celle solari convenzionali.
I materiali utilizzati per la costruzione del concentratore sono poco costosi e rendono questa tecnologia competitiva rispetto alle tradizionali celle di silicio e piuttosto adatta all’applicazione su grande scala. Sembra proprio che la tecnologia che utilizza l’energia del Sole per la produzione di elettricità sia ad una grande svolta, prima fra tutte l’abbandono dell’impiego del silicio, e considera altri materiali ed altre strade, evidentemente più sicure, senza il problema di reperire il costosissimo materiale, e con l’apprezzabile pregio di limitare i costi di produzione e vendita di una tecnologia che sta pian piano diventando sempre più accessibile al grande pubblico.
Chissà che non si riesca ad arrivare prima del nucleare…Sarebbe un bel colpo per l’Italia.
Altre notizie su www.rinnovabili.it
Autore : Report Alessio Grosso e Marco Scozzafava
