19:27 27 Ottobre 2023

Autunno vecchio stampo: tutta la pioggia fino al 10 novembre

Il finale di ottobre sta manifestando caratteristiche tipiche dell’autunno, risultando pertanto diametralmente opposto rispetto alla prima metà del mese e a settembre. Il ritorno delle perturbazioni atlantiche ha spezzato la siccità e ha ridotto l’influenza dell’anticiclone che aveva dominato l’Italia e gran parte dell’Europa per molte settimane.

 

Ora possiamo finalmente parlare di condizioni meteo decisamente autunnali. Tale tendenza continuerà nella prima decade di novembre, con l’arrivo di numerose perturbazioni nel Mediterraneo, tutte di stampo atlantico. Anche la conclusione di ottobre sarà caratterizzata da condizioni instabili, dato che è prevista una nuova perturbazione tra lunedì e martedì, che porterà piogge e temporali soprattutto al Nord e sul versante tirrenico.

 

I flussi atlantici si intensificheranno durante la prima decade di novembre, grazie alla formazione di un vero e proprio tunnel depressionario che si estenderà dall’Atlantico al Mediterraneo, facilitando l’arrivo di perturbazioni una dopo l’altra. Queste andranno a alimentare un’ampia area depressionaria sull’Europa centrale, la quale a sua volta genererà impulsi perturbati che interesseranno molte delle nostre regioni e vasti tratti del Mediterraneo.

 

Il ciclo delle perturbazioni di novembre avrà inizio tra il 2 e il 3 del mese, con il primo fronte che interesserà il Nord e le regioni tirreniche.

Successivamente, tra 4 e 6 novembre, un ampio flusso instabile porterà piogge e temporali, anche intensi, in gran parte d’Italia, comprese quelle aree che finora sono state meno interessate dalle precipitazioni.

 

È evidente che il Nord Italia, in particolare l’arco alpino e il versante tirrenico, avranno una maggiore quantità di precipitazioni. Analizzando le previsioni sugli accumuli di pioggia fino al 10 novembre, possiamo osservare picchi che superano i 150-200 mm in molte aree tirreniche e nel Nord.

 

In conclusione, l’autunno sta dimostrando una vivacità che non si vedeva da anni. Ci resta solo da attendere i prossimi giorni per comprendere meglio le aree che saranno maggiormente colpite da queste perturbazioni atlantiche.

Autore : Raffaele Laricchia