Una rondine non fa primavera? Ma una “rondinella” non riporta l’inverno
Reportage settimanale dall'entroterra marchigiano
Marche: la situazione nella nostra regione, si mostra alquanto anomala, come ormai lo è stata per tutta la stagione.
Sembra che neanche Marzo riesca a livellare la carenza di precipitazioni e soprattutto di freddo e neve nell’entroterra che ha portato ad un anticipato inizio primaverile ed ad una totale assenza della stagione sciistica invernale, ed ormai anche per il ponte pasquale, le speranze si assottigliano sempre più, per un innevamento ormai quasi completamente disatteso.
Di norma la stagione invernale nei Monti Sibillini inizia con la festività dell’8 Dicembre e termina con la Pasqua, ma le date quest’anno sono state letteralmente annullate dalla stagione che tutto ha fatto meno che regalarci un inverno coi fiocchi.
Riprendendo il discorso anche questa settimana il clima ci ha dato un assaggio primaverile, con tempo relativamente mite, una variabilità poco nuvolosa, che ha permesso alle temperature di raggiungere valori superiori alla media stagionale.
Una brusca e temporanea variazione si è avuta col passaggio della perturbazione rondinella, che seppur ha causato una flessione della temperatura e un peggioramento del tempo, ha comunque ben poco caratterizzato un cambiamento che se si ventilava di una certa consistenza e durata, ha invece sorpreso per la sua repentinità e rapidità, ma soprattutto per la poca durata che si può classificare come sporadica e fulminea.
Poco più di un rovescio, nel quale si sono fatti presenti i fenomeni del vento forte e a raffiche, della diminuzione brusca della temperatura e della violenza delle precipitazioni, come del rapido rasserenamento e del rialzo termico successivo che, se non ha ritoccato i valori precedenti il passaggio del fronte, hanno comunque ripreso quota attestandosi sopra la norma anche se di poco.
La nottata è stata decisamente più fredda, ma la solarità marzolina ha poi riportato il clima ad una mitezza sconosciuta in questa decade per la nostra regione.
E nulla lascia intravedere un cambiamento che lasci presagire ritorni freddi per il medio termine, ma si sa le stagioni non sono più quelle ed azzardare previsioni di caldo fuori norma o ritorni freddi anomali non sembra più il caso, visto che al caso ormai bisogna lasciare la natura che non ci da più modo di usare la parola prevedibile o classificabile, visto il caos che regna tra le correnti e le masse d’aria che risultano ingovernabili ed imprevedibili lasciando le teorie, quante se ne sono sentite in questi mesi che poi sono state smentite dai fatti, solo vere e proprie amenità teoriche e null’altro.
Autore : Costantino Meghini