Colpo di coda annunciato
Cronaca delle ultime 24 ore nella zona di Trieste (segnatamente altipiano carsico), dati storici di Marzo e prospettive per i prosimi giorni
Come prospettato a più riprese e ormai da 10 giorni dalle carte dei principali centri previsionali europei e mondiali, il colpo di coda di questo inverno sicuramente particolare per la persistenza di correnti occidentali che l’hanno reso mite e piovoso come poche volte accade (e “l’effetto serra” non centra proprio niente) non si è fatto attendere e ne abbiamo già avuto i primi assaggi.
Una bella nevicata ha interessato principalmente le zone sud orientali dell’Altipiano carsico colpendo particolarmente la zona di Basovizza (370 m), Pese (450 m) e Grozzana (500 m). La nevicata ha avuto inizio attorno alle 6 della mattina e si è via via intensificata raggiungendo il suo massimo tra le 9 e le 10.
I fiocchi si sono però visti praticamente per quasi tutto il giorno e ancora adesso vi segnalo leggero nevischio nei pressi dei valichi del confine meridionale italiano con la Slovenia dove si registra tuttora neve moderata ( 0°C a Lubiana e Novo Mesto, -1°C all’aereoporto di Brnik, -5°C a Lisca a 1200 m di quota e -16°C sul monte Kredarica (Tricorno) a 2500 m di quota ).
La neve, che ha raggiunto anche la città di Trieste e ha imbiancato i dintorni di Muggia, ha attecchito ovunque raggiungendo anche i 5 cm di spessore a Grozzana e le temperature si sono mantenute tutto il giorno su valori molto prossimi allo zero. La minima a Basovizza è stata di -0.5°C e secondo i dati della stazione meteorologica di Borgo Grotta Gigante (UMFVG e CGEB-SAG del CAI) per tutto il giorno non si è mai saliti sopra ai 2°C. Una bella differenza se pensiamo ai 10°-15° C delle massime della settimana appena trascorsa.
Attualmente la situazione barica e la disposizione dei fronti su tutto il vecchio continente è molto particolare e prettamente invernale, probabilmente come mai lo è stata nel corso di tutto l’inverno 2000-2001. Questo fa presupporre che ci sono buone possibilità affinchè la primavera, che meteorologicamente inizierà tra pochi giorni (il primo Marzo), mentre per quella astronomica bisognerà aspettare l’equinozio primaverile del 21 Marzo, si presenti con caratteristiche molto invernali.
Per i prossimi giorni è infatti prevista una ulteriore diminuzione delle temperature che potranno scendere ben al di sotto dello zero e tra martedì e mercoledì una intensa area ciclonica in arrivo dalla Francia potrebbe portare con se non poche sorprese.
E’ ancora un po’ presto per dare conferme di tutto ciò perché in ogni caso la situazione si presenta complessa e basterebbero minime variazioni per cambiare il quadro complessivo della situazione, ma sono comunque notizie di cui tenere conto per non restare impreparati nel caso in cui la parte peggiore ( “migliore” ) di questo inverno non si verifichi proprio alle porte della primavera.
Non sarebbe la prima volta che una cosa del genere accade e, andando a spulciare gli archivi della stazione meteorologica di Borgo Grotta Gigante, si scopre che la bufera di neve più intensa degli ultimi 40 anni si verificò proprio nel mese di Marzo del 1976. Dopo una fine di febbraio decisamente primaverile ( +19.5° C il 27 febbraio 1976), l’inizio di marzo si presentò subito in modo completamente diverso.
Temperature sotto lo zero, bora e una vera e propria tormenta della durata di quasi 50 ore che scaricò sull’altipiano ben 40 cm di neve. Il paese di Borgo Grotta Gigante (275 m), per fare un esempio, rimase isolato per 2 giorni fino a che i carri armati della caserma di Opicina non liberarono gli accessi dagli enormi cumuli di neve alti anche 2 metri che si erano creati nelle zone sotto vento.
La neve rimase al suolo per parecchi giorni e la mattina del 12 marzo il termometro si fermò a -7.7°C.
Insomma, c’è tempo per dire che ormai è tardi per vederne delle belle e, guardando indietro nel tempo, per una volta possiamo anche provare a non invocare come soluzione il solito, disgraziato effetto serra lasciando un po’ di responsabilità alle naturali fluttuazioni climatiche e alla normale variabilità stagionale.
Renato R. Colucci – Altipiano carsico (TS)
UMFVG (Unione Meteorologica del Friuli Venezia Giulia)
CGEB – Società Alpina delle Giulie (CAI)
Autore : Renato R. Colucci – Altipiano carsico (TS)