Si aprono praterie per il freddo
L'inverno pensa però di essere in off-side e si ferma. L'alta pressione non fa più "catenaccio" ma il Generale è stanco.
Saranno i ripetuti attacchi andati a vuoto nei mesi scorsi, ma l’inverno sembra ormai una squadra logorata, allo sbando.
Hanno fatto girare bene il pallone, hanno pressato in tutte le zone del campo senza però mai trovare il guizzo vincente.
Nessun impulso freddo è mai riuscito a mettere in crisi la struttura anticiclonica con una penetrazione centrale degna di George Weah o di Edgar Davids, perchè in meteorologia le cose vanno diversamente rispetto ad una partita di calcio.
Per andare in porta nella meteo bisogna far spostare tutta la squadra avversaria su un lato e poi affondare coralmente, oppure bisogna crossare dai lati, ma sul lato bisogna arrivarci, e spesso l’affondo non è facile perchè la formazione della saccatura è ostacolata dalla posizione dell’avversario, (alias l’anticiclone).
Ora il catenaccio anticiclonico ha proprio l’intenzione di mollare, si è stufato e va a sedersi su una panchina islandese, lasciando campo libero agli avversari che però sembrano talmente sfiniti da non riuscire nemmeno a vedere la porta vuota.
Ne consegue un clamoroso arroccamento nella propria metà campo, nella zona di Leningrado, dove una depressione, che dovrebbe essere il regista della squadra invernale, non sa mettere il proprio centravanti nella condizione di segnare.
Parte allora prima un lancio fuori misura, come diceva il mitico Sandro Ciotti, diretto verso le gradinate (i Balcani), poi il nostro numero 10 aggiusta la mira e, grazie all’aiuto dell’allenatore, giunto direttamente dal Mar Bianco, prova ad infilare la strada del centro Europa.
E intanto siamo arrivati a sabato 24, cioè nei minuti di recupero concessi bonariamente all’inverno per tentare di buttarla finalmente dentro.
La squadrone del freddo allora circonda l’aria di rigore (l’arco alpino), poi manda un suo uomo sul dischetto (Tirreno) a fare da perno. Qui domenica 25 dovrebbe attivarsi quella depressione che il modello americano vede decisamente spostata per la fine del mese e l’inizio di marzo.
Noi vogliamo però credere alle nostre elaborazioni anticipando il tutto proprio nel corso del fine-settimana.
La prima rete la metterebbe a segno il nord, che riceverà per primo il contributo freddo dalla Valle del Rodano, poi la depressione potrebbe approfondirsi, e altra aria fredda, questa volta anche dalla porta della Bora, potebbe sfondare e consegnare le regioni centrali nelle mani del Generale.
2 a 0
Resta però il meridione, che fino a quel momento avrà risentito del richiamo delle correnti miti meridionali atte a sostenere la depressione.
Ebbene riteniamo che prima del fischio di chiusura vi sia occasione anche per il sud di poter gridare al gol.
Insomma l’inverno in “zona Cesarini” potrebbe ancora regalarci qualche emozione. Sappiamo che si stanno giocando i minuti finali dell’incontro e bisogna osare qualcosa di più ma l’arbitro del match è molto attento e non si lascia ingannare da qualche plateale “tuffo” in area per cercare in anticipo un rigore invernale inesistente.
Si gioca ormai il 38° della ripresa, la situazione è ancora immutata, zero a zero tra Anticiclone e Inverno, linea allo studio!
Autore : Alessio Grosso