Una domenica singolare in Lombardia
Alpi, Lecco, Milano: 3 tipi di tempo condensati in poche centinaia di km.
A Milano una domenica nuvolosa e fredda con la temperatura minima intorno a +1°C e la massima non superiore a 6°C e un freddo piuttosto umido che penetra nelle ossa. Il milanese che scruta il cielo dalla finestra pensa in cuor suo che, vista la situazione, potrebbe anche scapparci qualche fiocco di neve, invece non sa che appena una ventina di km più a nord la situazione cambia rapidamente.
Da Seregno, nella Brianza dei mobilifici, fino a Lecco il tempo si apre e la temperatura si alza fino ai 9°C del lago. Sono scomparsi gli strato-cumuli presenti in pianura e la vista si allarga sul dentellato Resegone manzoniano.
Agli strati si sono però sostituiti i cirrostrati che solcano il cielo fino alla Valtellina, lasciando libera una fetta d’azzurro all’estremo nord.
Si intuisce che si tratta di un’onda orografica e che lungo le Alpi sta soffiando vento da nord. Le zone pianeggianti non risentono affatto di questa situazione e rimangono nel classico “lago d’aria fredda”.
Proseguiamo fino alla punta di Bellagio dove il Lago si biforca in due zone ben distinte: una diretta a Como e una a Lecco.
Più a nord, nel mare di foschia si stagliano le montagne innevate della Valtellina e la piramide del Monte Legnone. Ma che foschia!
Cerchiamo di salire sopra l’inversione presente sul lago, a Bellagio ci sono 6°C, saliamo in quota alla Madonna del Ghisallo fino a 700 m dove c’è la Madonnina che protegge tutti i ciclisti con una bella scultura di Fausto Coppi.
Dal belvedere ci accorgiamo che la foschia è rimasta nel fondovalle, che i cirri stanno mutando la loro direzione di moto spostandosi ora da W verso E, ma anche della presenza di una bella omotermia con la zona lago.
L’aria è secca ma la temperatura è di 6°C anche qui.
Sulle Alpi il sereno inganna, in realtà sulle creste più settentrionali si notano gli ammassi nuvolosi che in Svizzera stanno provocando deboli precipitazioni con neve fino a 1200 m.
A Milano intanto le nubi basse non sono state asciugate dal sole, la presenza dei cirri ha tolto energia al disco solare, impedendo un maggiore rimescolamento dell’aria e qualsiasi tipo di schiarita.
Nel pomeriggio però il Resegone si riempie di nuvole: è il segnale che si sono attivate maggiormente le correnti meridionali e la nuvolosità aumenterà ovunque fino a farci scappare anche qualche piovasco in tarda serata.
Per la neve in pianura però niente da fare, troppo caldo in quota.
Autore : Alessio Grosso