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ULTIMISSIME: ecco lo scenario più probabile per la fine dell'anno

Corrente a getto sempre piuttosto tesa, anticiclone sempre un po' grassoccio: ne dovrebbe derivare un tempo molto variabile e fresco con brevi episodi perturbati, specie al nord, con neve sulle Alpi a quote basse, con l'inizio del 2014 anche in Appennino.

In primo piano - 19 Dicembre 2013, ore 11.30

Abbiamo analizzato uno per uno tutti gli scenari proposti sia dal modello inglese, che da quello americano e canadese per la fase finale del 2013 e l'inizio del 2014. Ne è emerso un quadro votato alla variabilità, con qualche momento perturbato, temperature complessivamente allineate alla norma, specie al nord, ma in genere più fresche anche al centro-sud rispetto ad esempio al periodo natalizio.

Comanderebbe insomma la corrente a getto, comandata da un vortice polare ancora molto compatto: ne deriverebbero correnti occidentali tese, un po' alte di latitudine ma in linea con il cambiamento climatico dell'ultimo trentennio che ha visto la cintura degli anticicloni subtropicali alzarsi di qualche grado verso nord, a testimonianza di un riposizionamento della cella di Hadley.

In più si è evidenziato un po' di "grasso di balena" in eccedenza, ovvero un anticiclone delle Azzorre un po' troppo gobboso in Atlantico per consentire penetrazioni a più largo respiro delle saccature atlantiche, che per farsi largo ed interessare tutto il Paese da ovest dovranno sudare sette camicie, mentre sarà più facile assistere a strozzature depressionarie lungo l'Adriatico e al sud, ma di durata piuttosto breve. 

Il flusso sparato da ovest dovrebbe comunque riuscire a determinare nevicate di una certa importanza sulle Alpi a quote anche basse, con interessamento anche del nord Appennino e forse, con l'inizio dell'anno nuovo, anche di alcune zone della Valpadana. Le temporanee rotazioni delle correnti dai quadranti nord-occidentali spingerebbero anche la neve sul centro-sud Appennino sin verso i 700-800m.

Ci sembra insomma un primo passo verso l'inverno vero che, con discreta probabilità, si affaccerà entro la fine della prima decade di gennaio e questa volta con scambi meridiani di calore ben più importanti.
 


Autore : Alessio Grosso

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