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Ponte di Ognissanti: peggioramento "strozzato", ecco tutte le novità

Approccio perturbato molto probabile, evoluzione molto incerta. E' questa in estrema sintesi la linea prognostica per il Ponte di Ognissanti. Vediamo nel dettaglio cosa ci dobbiamo aspettare.

In primo piano - 27 Ottobre 2010, ore 09.48

La posizione dell'asse di saccatura la mattina di domenica 31 e la posizione del processo di cut-off ciclonico che sembra doversi completare nella giornata di lunedì 1.

Tutto sta in quella "strozzatura". Quale strozzatura? Quella dell'imbuto depressionario che nel corso del prossimo fine settimana si proietterà dal nord Atlantico fin sul Mediterraneo centrale via Isole Britanniche. La saccatura, collegata al vortice polare, sarà coadiuvata da una succursale secondaria, il cui minimo si collocherà domenica tra il golfo di Biscaglia e la Francia.

Una volta giunta sui nostri mari di ponente, la struttura andrà incontro a diverse trasformazioni: sottovento al suo asse, quindi ad est dello stesso, verrà richiamata da sud aria molto mite subtropicale, identificata con un corpo nuvoloso prefrontale che seguirà il contorno antiorario del vortice sorvolando l'Italia (ecco le piogge in arrivo su alcune regioni).

Nel frattempo sopravvento all'asse, quindi a ovest dello stesso, altra aria mite sospinta da una spallata anticiclonica atlantica, coadiuvata a sua volta da uno strappo del ramo discendente del getto, risalirà il contorno del vortice con verso antiorario e tenderà la mano alla collega in risalita dalla parte opposta. Ecco dunque perpetrarsi un possibile taglio del canale depressionario, un processo di "cut off" che potrebbe avvenire tra lunedì e martedì all'altezza del golfo Ligure/mare di Corsica.

I fenomeni previsti al centro-nord nella mattinata di domenica 31 ottobre.

Detto in altre parole, l'evolversi degli eventi sembra improntato ad un peggioramento piovoso tra la tarda serata di sabato e la giornata di domenica ad iniziare dal nord, con fenomeni in viaggio poi verso le regioni centrali tirreniche. Fenomeni localmente intensi su Liguria, bassa Valle d'Aosta, alto Piemonte e fascia prealpina lombardo-veneta. Possibilità di qualche temporale la mattina di domenica su coste toscane e laziali.

Le quote neve: inizialmente poste intorno a 1600-1800 metri sui settori alpini piemontesi e lombardi, ma in risalita a 2000-2200 metri. Altrove si partirà da quote poste intorno a 1900-2000 metri per arrivare poi a 2300-2400 metri.

L'evoluzione successiva, per quanto detto sopra, risulta al momento incerta, tuttavia sembra probabile un graduale trasferimento dei fenomeni tra lunedì e martedì soprattutto al nord-est e al centro-sud. Si tratterà complessivamente di un peggioramento "mite", dunque con un tipo di tempo prettamente autunnale e perfettamente in linea con i canoni stagionali.


Autore : Luca Angelini

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