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L’uragano “Isabel” comincia a perdere colpi, ma è sempre minaccioso

Si avvicina sempre più il momento del “landfall”, ossia dello sconfinamento del ciclone sulla terraferma; quali potranno essere le conseguenze?

In primo piano - 16 Settembre 2003, ore 10.10

Dopo aver girovagato sull’Atlantico occidentale per diversi giorni sprigionando venti con raffiche fino a 280 km/h (corrispondenti alla categoria 5, ossia la più elevata della scala di classificazione dei cicloni tropicali), e piogge torrenziali su un’area relativamente ristretta, l’uragano “Isabel” ha cominciato a perdere energia, in quanto si è avvicinato troppo ad una zona dove la circolazione atmosferica in queste ore è avversa al suo sviluppo. Difatti questo cambiamento di circolazione ha provocato la graduale chiusura dell’enorme occhio che caratterizzava il ciclone, ostruendo così in qualche modo la valvola di sfogo che ne permetteva la persistenza alla categoria 5; l’ammasso nuvoloso che accompagna la tempesta ha cominciato così a diventare sempre più asimmetrico rispetto al centro di rotazione, ha iniziato a presentare delle “smagliature”, degli squarci di sereno che fino a 24 ore fa potevano risultare solamente pura utopia. Insomma l’uragano si sta indebolendo, ma rappresenta comunque una minaccia per le coste statunitensi; la sua agonia infatti sarà molto lunga (almeno 72-96 ore), e la traiettoria, purtroppo confermata rispetto alle previsioni di ieri, lo porterà ad investire la fascia costiera compresa fra il North Carolina e lo Stato di New York. Quali potranno essere allora le conseguenze? Le proiezioni previsionali più aggiornate ci dicono che la tempesta arriverà sul litorale con venti che mediamente potranno ancora soffiare a 100-120 km/h, con raffiche localmente superiori; sono correnti molto intense, che comunque non dovrebbero fare danni rilevanti, se non in aree ristrette. Piuttosto sono attese piogge torrenziali nei dintorni del minimo di pressione, con accumuli fino a 100-140 mm in pochissime ore; sarà questo il fattore che provocherà i disagi maggiori agli abitanti degli Stati interessati, nonostante siano in parte abituati al passaggio di vecchi uragani in dissolvimento. Nei prossimi giorni vi terremo comunque aggiornati sui movimenti dell’uragano e sul suo arrivo sulla terraferma, previsto per giovedì 18 nel pomeriggio.

Autore : Lorenzo Catania

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