Le correnti atlantiche proveranno ad entrare sul Mediterraneo ma con difficoltà
La lunga fase di freddo con temperature sottomedia degli ultimi 10 giorni si concluderà dapprima sotto la spinta di una figura anticiclonica, poi con l'intervento di una circolazione più umida ed instabile dall'oceano. I risultati di tale manovra rimangono tuttavia ancora incerti.

SITUAZIONE ED EVOLUZIONE. Il vortice freddo tutt’ora in azione sulle nostre regioni meridionali esaurirà gradualmente la sua forza. Tra mercoledì 9 e giovedì 10 marzo le ultime frange nuvolose insisteranno sulle regioni meridionali ma senza più recare precipitazioni significative. Schiarite sempre più ampie conquisteranno gradualmente anche questi settori dalla seconda metà della settimana. Il rinforzo di un promontorio mobile di alta pressione farà sentire la sua influenza a cavallo tra mercoledì 9 e giovedì 10, con tempo stabile e rialzo delle temperature più sensibile nei valori massimi al centro e al nord.
I valori resteranno comunque ancora al di sotto delle medie stagionali, con scarti più evidenti nelle minime. Nella fatispecie saranno ancora possibili delle gelate nell’entroterra del centro e del nord sia domani mattina che giovedì, mentre almeno inizialmente il recupero sarà più evidente nelle massime, anche grazie al soleggiamento vivace di marzo. Ecco le temperature MINIME previste dal modello americano GFS per domani mattina. I numeri più piccoli si riferiscono alle zone interne, quelli più grandi alle località costiere:

WEEKEND. L’arrivo del prossimo fine settimana (sabato 12, domenica 13), segnerà un primo tentativo di sfondamento delle correnti instabili oceaniche. Un’ampia circolazione di bassa pressione è prevista infatti raggiungere la penisola Iberica e l’ovest della Francia, dove le condizioni atmosferiche diventeranno più irrequiete e crescerà la probabilità di pioggia e neve. A risentirne saranno in primis le regioni del nord-ovest, le isole maggiori ed i versanti tirrenici, dove è previsto un primo aumento della nuvolosità in un contesto ancora asciutto. Analisi in quota del modello americano GFS riferita a domenica 13 marzo:

Nel weekend le temperature saranno in ulteriore rialzo al centro ed al sud, in lieve calo al nord, dove potrebbe esserci ancora un debole rientro d’aria più fredda dai quadranti orientali. Stima delle temperature previste alla quota di 850hPa (circa 1500 metri) sempre per domenica 13 marzo, si osserva ancora molto bene un rientro d’aria fredda per il nord:

IL TEMPO DELLA PROSSIMA SETTIMANA. Resta ancora incerta l’evoluzione successiva. Le medie probabilistiche calcolate dai modelli ipotizzano uno sfondamento più convincente delle correnti instabili oceaniche verso il Mediterraneo centrale superata la seconda metà del mese. In questo contesto potrebbe aprirsi qualche chance in più di PIOGGIA per le regioni centrali e settentrionali, con tempistiche e modalità ancora da verificare. Altresì importante l’aumento termico ipotizzato dai modelli già da alcuni aggiornamenti tra martedì 15 e mercoledì 16 marzo. La ventilazione intensa di Sciocco farebbe impennare la colonnina di mercurio su molte regioni. Ecco le anomalie di temperatura sul piano isobarico di 850hPa (cica 1500 metri) riferite a martedì 15 marzo:

PIOGGIA PER IL NORD? In virtù di tale circolazione nel corso della prossima settimana aumenterà sicuramente la probabilità di PIOGGIA per le assetate regioni settentrionali nella seconda metà del mese. Al momento tuttavia la maggioranza delle elaborazioni modellistiche da noi esaminate ipotizzato importanti contributi di pioggia in primis per la Sardegna, poi il medio versante adriatico e solo in ultimo le famigerate regioni di nord-ovest.
Sicuramente però i disegni sinottici messi in luce dai modelli nella seconda metà di maggio segnano un importante passo in avanti verso uno sblocco della circolazione in chiave primaverile.
Qui sotto la media Ensemble del modello americano GFS riferita a mercoledì 16 marzo, conferme di una ciclogenesi sull’ovest Europa nella seconda metà del mese:

Autore : William Demasi
