Si allenta la morsa del freddo e della neve, ma ancora fiocchi sull’Appennino meridionale
Ancora valori minimi da brivido, ma massime in ripresa. Tra oggi e martedì fiocchi sull'Appennino meridionale a quote molto basse. Martedì neve in pianura in Francia, mercoledì su Europa centrale e vallate alpine di confine. Con il passare dei giorni sempre meno freddo, specie al nord-ovest. Torna l'anomalia anticiclonica e paradossalmente ancora niente neve importante a sud delle Alpi.

NEVE: l’Appennino non sa dove metterla? La trasporti sulle Alpi che stanno vivendo una delle annate asciutte (e aggiungiamo "amare") stile anni 90. Mentre infatti la neve sfonda i tetti e seppellisce le auto dalla Romagna all’Abruzzo, su gran parte dell’arco alpino centro-orientale, aldilà di qualche locale spruzzata o dei fortunati crinali confinali, non si vedono fiocchi dalla tempestina dell’Epifania e non ci sono buone notizie almeno sino all’ultima decade di febbraio, ad essere ottimisti.
PAROLE: abbiamo sentito di tutto in questi giorni di gran gelo e gran neve. Chi in maniera clamorosa come Visconti dichiarava ai microfoni Rai, in piena bufera, che non vi fosse per l’Italia alcuna emergenza neve. Chi, come Maracchi, non poteva fare a meno di collegare questa ondata di freddo eccezionale ad un cambiamento climatico, mentre altri come Borghi hanno sentenziato che ormai l’inverno è finito, mentre voci completamente opposte si affrettavano e si affrettano ancora a prevedere altri affondi artici per l’ultima parte del mese e soprattutto all’inizio di marzo. Inutile poi menzionare il can-can sulla precisione o meno delle previsioni che, soprattutto in un contesto instabile e temporalesco, come quello presente nelle ultime 48 ore sul Lazio, era scarsamente predicibile, eccezion fatta per chi crede di avere sempre in mano la previsione calata direttamente dall’alto dei cieli.
STORIA: si è scritta una pagina di storia, altro che no. Pure in una stagione che dalla metà di agosto scorso propone un’anomalia anticiclonica tremenda, che ha portato alluvioni devastanti su ristrette porzioni di territorio, lasciando letteralmente a secco mezza Italia e che per tutto l’inverno ha negato la neve ad almeno metà dell’arco alpino e alla Valpadana. Detto questo questa ondata di freddo eccezionale rimarrà nella storia come febbraio 2012. Non mancheranno tutti i paragoni del caso: 56, 29, 85, 91, ma per il momento ci basta metterla in archivio come "gran gelo e neve del febbraio 2012".
SITUAZIONE: è ancora presente una ferita nel cuore del Mediterraneo con una vasta saccatura colma di aria fredda in cui sono presenti anche dei corpi nuvolosi. Uno dei quali interesserà ancora il meridione tra oggi e martedì, dispensando altre nevicate a quote molto basse, 300m in media, su gran parte dell’Appennino. Dal nord Atlantico ecco arrivare da nord il fronte che recherà neve dalla sera sulla Francia. L’anticiclone però sta per guadagnare terreno e con una spallata, dapprima leggera, poi sempre più potente, impedirà nuovi affondi perturbati sul Mediterraneo centrale con tanti saluti a chi aspettava la neve a sud delle Alpi. Un fronte impatterà infatti mercoledì contro le Alpi ma distribuirà fenomeni solo sui crinali di confine e sui versanti esteri.
EVOLUZIONE: tra giovedì e sabato l’alta pressione eserciterà una lieve azione stabilizzante, anche se una nuova saccatura proverà a bussare alle porte del settentrione entro domenica 19 ma con esiti ancora molto incerti.
OGGI: si attenuano le nevicate in Adriatico che rimarranno ancora presenti sottoforma di brevi rovesci alternati a molte pause asciutte, tempo in peggioramento al sud a partire da Sicilia e Calabria con ancora nevicate a bassa quota oltre i 300-400m e fenomeni in movimento verso est. Tempo discreto altrove, specie al nord. Gelate forti o molto forti ancora sino al mattino tra nord e zone interne del centro. In serata arrivo di velature sul settentrione e prossima notte meno fredda.
Autore : Alessio Grosso
