00:00 6 Agosto 2008

Non c’è pace per il nord

Giovedì nuovo intenso peggioramento in arrivo dalla Francia; nubi e fenomeni già in mattinata, a cominciare dal nord-ovest.

Non c’è pace per il nord

Linee di instabilità, perturbazioni e fronti, attività cumuliforme pomeridiana; l’arco alpino sta conoscendo un’estate davvero sopra le righe, sia in termini di quantità di precipitazioni, che di frequenza. Molte volte sono state coinvolte anche le aree pedemontane e spesso anche le pianure, con una maggiore preferenza, come da manuale di meteorologia, per quelle a nord del Po, ergo a ridosso dei monti. D’altronde Ferrarese, Polesine, Mantovano e bassa Padana, Oltrepò Pavese ecc. hanno medie precipitative annue davvero molto basse.

Non fanno in tempo a spegnersi i focolai temporaleschi di un pomeriggio, talvolta attardatisi fino alle ore serali ed oltre; che se ne accendono di nuovi già nella tarda mattina.

E’ un pò quello che avverrà nelle prossime ore, ad iniziare dal nord-ovest. Sarà questa volta un fronte freddo ben organizzato, di quelli che d’estate si contano sulle dita, ad attraversare il nord Italia e parte del centro entro la fine di venerdì, trascinando giù quasi tutta l’umidità e le colonnine di mercurio di tre quarti dell’Italia.

Si inizia giovedì dal nord-ovest, con dell’instabilità prefrontale capace di sollevare nubi e scatenare brevi fenomeni a ridosso dei rilievi già dalla tarda mattina. Interessati principalmente alto Piemonte e Val d’Aosta, con parziale coinvolgimento delle Prealpi zona laghi e dell’entroterra ligure. L’instabilità si accentuerà successivamente, grazie al riscaldamento diurno e all’umidità dei bassi strati; ma soprattutto col sopraggiungere del fronte freddo nel pomeriggio-sera.

Nelle ore tardo-pomeridiane infatti, l’aria fredda farà il suo ingresso alle quote medio-alte, scavalcando le Alpi occidentali e riversandosi sulla Valpadana. A questo punto la fenomenologia si farà più diffusa, decisamente più intensa e localmente violenta. La forte differenza fra le due masse d’aria a contatto genererà fortissimi moti verticali e tuoni e fulmini la faranno da padrone su tutta la pianura occidentale e a ridosso dei monti.

Nel corso della sera e della notte i temporali viaggeranno verso est, ora rinforzandosi, ora collegandosi in strutture più complesse. C’è il serio rischio che si formino supercelle temporalesche, specie tra l’alta pianura piemontese e quella lombarda, con possibilità di nubifragi, grandinate e intensi colpi di vento (leggasi mini-trombe d’aria).

Grande prudenza dunque, da giovedì pomeriggio e per tutta la sera e la notte su venerdì. Nella mattinata e successive ore del giorno, ritroveremo i fenomeni sull’alta Lombardia in viaggio verso est; ma la loro potenza potrebbe rimanere immutata.
Autore : Giuseppe Tito