Ghiacciai: non solo ritiro, il caso del Mount Shasta
Una situazione del tutto particolare si sta verificando in California dove i ghiacciai denotano un ottimo stato di salute e per di più con un considerevole aumento dei bilanci di massa

In tempo di Global Warming selvaggio, quando le informazioni che entrano nelle nostre case sono tese in un’unica direzione, rischiamo di perdere avvenimenti apparentemente orientati in direzione contraraia ma che invece denotano le caratteristiche poliedriche della nostra natura.
Ebbene, mentre mille voci gridano al depauperamento delle riserve glaciali a livello mondiale, ecco che nel silenzio dell’indifferenza i ghiacciai californiani ci propongono un eclatante fenomeno. Le lingue glaciali adagiate sulle pendici vulcaniche di quel settore delle Rockies affacciate sul Pacifico avanzano in modo inesorabile e non per il noto fenomeno “surge”, bensì per un vero e proprio aumento dei bilanci di massa.
Caso specifico, unico nel continente nord-americano, riguarda il Mount Shasta, vetta vulcanica alta 4322 metri. Le masse complessive dei suoi ghiacciai dal 1950 ad oggi sono praticamente raddoppiate. Slaweck Tulaczyc, docente di Scienze della Terra presso l’Università di Santa Cruz, ha affermato che il fenomeno con tutta probabilità trae origine dalla mutata circolazione atmosferica avvenuta nell’ultimo secolo che vede una maggior incidenza sulla zona delle perturbazioni provenienti dal Pacifico.
In sostanza i maggiori quantitativi di precipitazioni cadute avrebbero controbilanciato e addirittura compensato le perdite dovute al riscaldamento climatico. Fenomeni analoghi in ogni caso non sono esclusivi di queste zone ma sono stati segnalati anche in Nuova Zelanda, nelle regioni scandinave e sui settori pakistani della catena himalayana, episodi controbilanciati regolarmente dal silenzio assordante di una informazione di massa troppo spesso di tipo commerciale e molto meno di tipo educativo.
Autore : Luca Angelini
