Qui ALPI: che tristezza queste nuvole…
Il settore alpino costantemente disturbato dall'instabilità.

L’instabilità sulle Alpi in estate è la norma: è questa infatti la stagione in cui sui rilievi alpini piove più che in tutto il resto dell’anno.
Quando però ti trovi in questi luoghi per un lungo periodo capisci quanto sia triste vivere in estate una serie consecutiva di giornate nuvolose e decisamente freddine, in cui ti sembra già autunno inoltrato, e con la pioggia sempre in agguato.
Il maestoso profilo delle Dolomiti, annegato nelle nubi basse, non rende giustizia ad uno dei comprensori paesaggistici più belli del mondo.
Baite, masi, fiori, prati verdi, boschi, vette ti si stringono intorno in un contesto molto intimo ma che finisce per essere un po’ triste quando manca la luce del sole per molto tempo.
Il contesto cambia improvvisamente quando un raggio riesce a filtrare dalla coltre nuvolosa. I contrasti si accendono, la montagna ti ripaga con una vista mozzafiato. Resti incantato. Peccato che subito dopo ricali il buio.
Luce o buio vedo che comunque l’educazione alla pura contemplazione della natura è privilegio di pochi.
Mi trovo in Alta Pusteria, dove è stato preparato uno dei percorsi ciclabili più lunghi di tutto il settore alpino. E’ stato creato appositamente per ammirare il panorama: invece chi lo perocrre, spesso intere batterie di amici, non si gode nulla, corre a 100 all’ora per arrivare poi chissà dove e per quale premio, non si ferma, non guarda, ma passa il tempo a ridacchiare e urlare scioccamente o a raccontare aneddoti accaduti lontano, nella propria vita cittadina o paesana che sia.
Non mi piace questo turismo. Quando vedi questa gente ti vien voglia veramente di rifugiarti in alto sulle vette, a contemplare in silenzio e a ritrovare se stessi e la propria dimensione, come dice Mauro Corona nei suoi libri.
Da mercoledì comunque il tempo dovrebbe riservare alle Alpi un deciso miglioramento con il ritorno del sole pieno almeno sino a venerdì.
Autore : ALESSIO GROSSO
