00:00 29 Maggio 2008

Strane ondulazioni sul basso Tirreno: cosa sono e perchè?

Diamo uno sguardo alle belle immagini che ci provengono dal satellite e che ci permettono di spiare dall'alto le mosse del vasto sistema nuvoloso che sta impegnando gran parte dell'Italia.

Strane ondulazioni sul basso Tirreno: cosa sono e perchè?

Sono molte le informazioni che ci stanno giungendo dai 36000 chilomteri di quota del satellite Meteosat e che ci possono aiutare a comprendere quali complessi fenomeni siano in atto nella nostra tormentata atmosfera in queste ore.

Ben visibile un vasto corpo nuvoloso che si stende sui nostri mari occidentali ricoprendo anche parte della Sicilia, la Sardegna le regioni tirreniche e il settentrione. Si tratta di un flusso di aria calda e umida di estrazione nord-africana. La massa d’aria, e di conseguenza la copertura nuvolosa, risulta piuttosto tormentata a causa dell’instabilità potenziale racchiusa nella medesima.

Questa instabilità, prodottasi in origine sulla calda superficie del deserto libico e temporaneamente neutralizzata dal successivo transito sulle più fredde acque del mare, viene rilasciata laddove lo scorrimento dei flussi presenta dei sussulti, sia per cause orografiche (come è accaduto in Sicilia, come sta accadendo in Sardegna e come accadrà su Alpi e Appennini) sia per cause dinamiche (come è avvenuto su est Lombardia, Romagna e sul Tirreno centrale).

La corrente a getto intanto ci sorvola con il suo ramo ascendente il quale va a creare notevole wind shear (salti del vento con la quota in direzione e intensità) e una marcata confluenza di correnti al suolo, stuzzicando di fatto alcuni indici temporaleschi. Il veloce flusso del getto è altresì responsabile del trasporto di mulinelli ciclonici (vorticità positiva) crescenti e inclinati con la quota, al momento presenti lungo la direttrice che collega le due isole Maggiori, in viaggio verso il settore peninsulare.

Questi nuclei vorticosi si avvicineranno nelle prossime ore al medio-alto versante tirrenico e al nord Italia predisponendo all’ulteriore sviluppo di rigonfiamenti nuvolosi cha altro non saranno se non imponenti e isolate cellule temporalesche (generalmente MCS, sistemi convettivi a mesoscala). Ecco dunque spiegate quelle ondulazioni che ben si evincono dalle immagini satellitari.

Nel frattemo l’aria fredda che ruota intorno al minimo di pressione, centrato poco a ovest della Sardegna, inizierà a intrufolarsi dalle alte quote. Essa procederà verso NNE tra il Canale di Sicilia e il Tirreno centrale e spingerà la massa nuvolosa (fronte occluso) verso le regioni settentrionali, la Toscana, e parzialmente anche su Umbria e Marche, alimentando di fatto l’attività temporalesca a causa della sovrapposizione dell’aria più fredda e secca (di parziale estrazione stratosferica) allo strato molto umido presente nei bassi strati. Per questo motivo nel pomeriggio-sera su questi settori è lecito attendersi anche qualche isolato fenomeno di forte intensità accompagnato da grandinate.
Autore : Luca Angelini