Manca il REGISTA e il tempo si addormenta
L'analisi di Alessio Grosso

Vortice polare in smantellamento, depressioni vaganti, alte pressioni un po’ addormentate, il tempo perde dinamicità.
Sembra finito un concerto, con i tecnici che si affrettano a smontare tutto: dalle impalcature, alle luci, agli strumenti, mentre il pubblico sfolla lasciando dietro di sè residui di birre, tramezzini, pop-corn e cartacce.
E’ la classica fase di stanca della stagione: sul palcoscenico non c’è più nulla da vedere. Il tour è finito. In campo, come una squadra a cui improvvisamente sia stato espulso il regista, restano giocatori che vagano senza idee, che propongono un gioco disordinato e caotico, in cui il solista improvvisamente tenta un’azione personale ma viene braccato e circondato dagli avversari; alla fine lo bloccano all’altezza della bandierina del calcio d’angolo e gli sottraggono il pallone.
La partita vive così di sussulti isolati in un contesto noioso.
Questa è anche la situazione barica che si ritrova in Europa in questi giorni: nessun regista, figure depressionarie che non riescono ad avanzare e finiscono in un vicolo cieco nel quale dispensano pioggia su porzioni ridotte di territorio prima di dissolversi, alte pressioni che svolgono operazioni di ordinaria amministrazione, e infiltrazioni di aria fredda che sembrano tanto tentativi velleitari dalla grande distanza di tiratori dalla mira scarsa con conclusioni che risultano telefonate e comunque facilmente neutralizzabili (al massimo ci scappa un piccolo temporale pomeridiano).
Insomma andremo avanti così ancora per un po’, finchè non si deciderà a scendere in campo un nuovo regista e speriamo per tutti che non sia l’anticiclone africano…
Autore : Alessio Grosso
