00:00 5 Maggio 2008

Il Global Warming cede, smentito e smontato il castello catastrofista

Lo ribadiamo da anni: "il clima segue un disegno ignoto all'Uomo". Ora iniziano ad arrivare anche i primi dietro front ufficiali. Uno studio pubblicato sulla rivista scientifica "Nature" smonta le teorie catastrofiste e smentisce un riscaldamento globale così come ce lo volevano far credere

Il Global Warming cede, smentito e smontato il castello catastrofista

Ora la gente comune, l’uomo della strada, l’opinione pubblica in genere non ci capirà più nulla. Si è parlato, straparlato e addirittura gridato su questo benedetto clima. E’ stato detto di tutto e di più. Ora, proprio quando una parte consistente del mondo scientifico aveva proclamato ai quattro venti le sue inossidabili sicurezze soffocando la voce di coloro i quali nutrivano i loro legittimi dubbi, ecco il clamoroso dietro front.

La fatidica curva delle temperature, quella ormai nota, simile alla linea di decollo di un aereo, si ferma e poi scende. E lo fa addirittura in picchiata. Le teorie di coloro che ci volevano imporre un clima “impazzito”, un riscaldamento fuori controllo, una tropicalizzazione dell’Europa, uno sciglimento dei poli, stanno vacillando proprio sul loro cavallo di battaglia: la rapidità del cambiamento.

Si, la velocità con il quale il clima stava mutando il suo volto millenario era, secondo loro, la dimostrazione lampante di un’atmosfera ormai messa sotto scacco dall’Uomo. Ora, proprio come già era accaduto alla fine degli anni ’70, quando si pensava che le emissioni antropiche fossero responsabili del raffreddamento in corso, il clima inverte nuovamente la rotta e lo fa nel giro di pochi anni.

Anche questa volta la scala temporale non è millenaria dunque ma ventennale, esattamente come le azioni-reazioni prodotte dai misteriosi indici oceanici PDO e AMO. Alla luce delle temperature superficiali dell’oceano Pacifico (PDO) e di quelle atlantiche (AMO) ma anche dell’arcinoto sistema Nino-Nina (ciclo dell’ENSO), il nostro Pianeta sembra stia inequivocabilmente entrando in una nuova fase: quella di un generale e naturale raffreddamento.

Insomma pare proprio che le temperature abbiano interrotto la loro salita almeno per i prossimi 10-15 anni. Questo afferma un recentissimo studio tedesco capeggiato dal Prof. Noel Keenlyside dell’Università di Kiel e compiuto da un gruppo di ricercatori dell’Istituto per le scienze marine di Kiel e dell’Istituto metereologico di Amburgo. Dopo la fatidica data del 2020 lo studio si interrompe a causa della sopravvenuta scarsa attendibilità e la curva delle temperature riparte verso l’alto andando a saldarsi con quella ormai famosa dell’IPCC.

Peccato che proprio in quegli anni partirà il ciclo solare più debole del secolo (il ciclo numero 25 con probabile picco negativo nel 2022). Insomma, non sarà certo aria di riscaldamento, almeno per ulteriori 10 anni. Sicuramente le curve suddette saranno ancora una volta corrette, riviste, aggiornate al ribasso.

Nel frattempo la gente continuerà ad essere presa in giro da una parte irriducibile di scienziati, giornalisti, politici e da tutti coloro che riterranno produttivo addebitare all’Uomo i costi di una Natura che cambia in un senso piuttosto che in un altro. Ma essa continuerà a cambiare che noi lo vogliamo o no.
Autore : Luca Angelini